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Partenariato orientale, a Riga il confronto tra Bruxelles e Mosca

Crescono subito i toni a Riga, dove si sono aperti i lavori del Partenariato orientale, la riunione tra Unione europea e sei Paesi extraeuropei

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Partenariato orientale, a Riga il confronto tra Bruxelles e Mosca

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Crescono subito i toni a Riga, dove si sono aperti i lavori del Partenariato orientale, la riunione tra Unione europea e sei Paesi extraeuropei dell’area orientale. Appena giunto nella capitale lettone, il Presidente ucraino ha puntato il dito contro Mosca.

“Abbiamo ormai la prova certa della presenza dell’esercito russo nel nostro Paese” ha dichiarato Poroshenko “Come avrete già saputo l’Osce e la Croce Rossa Internazionale hanno diffuso un comunicato nel quale hanno spiegato che tra alcuni dei soldati presenti nei nostri ospedali, una parte è russa. Sono militari dell’esercito regolare di Mosca”.

Se Kiev promette di essere sulla giusta strada per garantire la riforma del Paese nella direzione richiesta dall’Europa, Bruxelles conferma lo stanziamento di 2 miliardi di euro per investimenti in Ucraina, Moldavia e Georgia. Restano i nodi aperti con Bielorussia, Armenia e Azerbaigian, che sembrano preferire Mosca a Bruxelles.

“Nessun Paese dovrebbe scegliere tra Unione europea e Russia. Credo che la riunione odierna serva a ribadire il nostro impegno per un partenariato orientale, ma anche che ogni Paese deve decidere cosa è meglio per sé”.

Seppure non coinvolta direttamente Mosca resta, nel bene e nela male., la vera protagonista dei negoziati di Riga. Angela Merkel si è affrettata a spiegare che il partenariato non è contro la Russia, ma l’uomo di Putin a Bruxelles non la pensa così.
“Alcuni stati membri non guardano semplicemente al partenariato orientale come a uno strumento per integrare i Paesi coinvolti all’Unione europea, pensano invece ad allontanarli dalla Russia”

Altro fuori programma della riunione di Riga, è la Grecia. Secondo fonti europee nella due giorni di lavori in Lettonia dovrebbe uscire anche la bozza finale di un accordo tra Atene e l’Eurozona.