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Festival di Cannes: film in concorso

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Festival di Cannes: film in concorso

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Louder than bombs, regia di Joachim Trier. Una mostra per celebrare Isabelle Reed, Isabelle Huppert nei panni di una fotografa di guerra, tre anni

Louder than bombs, regia di Joachim Trier.

Una mostra per celebrare Isabelle Reed, Isabelle Huppert nei panni di
una fotografa di guerra, tre anni dopo la sua morte prematura, riporta il primogenito Jonah a casa e lo costringe a trascorrere più tempo con il padre Gene e il fratello Conrad. Con la Huppert c‘è
Gabriel Byrne. Gene cerca disperatamente di riconquistare i suoi figli, ma tutti lottano per conciliare i diversi sentimenti nei confronti della donna. Difficile trovare un’originalità tematica.

Nie Yinniang (The Assasin), regia di Hou Hsiao-Hsien ad Vitam.

Ambientato nella Cina del IX secolo il film, esteticamente straordinario, racconta la storia di Nie Yinniang che torna alla sua famiglia dopo lunghi anni di esilio. La sua educazione comprende i grandi segreti delle arti marziali che le ha insegnato la nonna. Una giustiziera che ha come missione quella di eliminare i tiranni e che per punizione è costretta a fare una scelta sofferta: sacrificare l’uomo che ama o rompere per sempre con la via Sacra degli assassini giusti.

Mon Roi, regia di Maïwenn Le Besco.

Tony si trova in un centro di riabilitazione dopo un grave incidente sugli sci. La storia racconta di un amore tormentato di una agiata coppia parigina. In questa clinica lei prende tempo per analizzare la sua vita e il rapporto turbolento con Georgio. Uomo senza freni, che passa dall’adorazione romantica al disinteresse. Lei sacrifica tutta la sua vita professionale, finendo prigioniera di una ragnatela sempre più soffocante di comportamenti egoistici del partner. Il suo sorriso si trasforma nel volto segnato dal nervosismo costante. Un film definito dalla critica al di sotto delle aspettative.

Mia madre, regia di Nanni Moretti.

Lavoro autobiografico, nel quale il regista romano racconta gli ultimi momenti di vita di una donna, assistita dai due figli che si alternano al suo capezzale. Nanni Moretti ha ritagliato per sè un ruolo da comprimario, quello del figlio, mentre ha assegnato la parte principale della sorella a Margherita Buy: una regista, che ha tutte le manie e i tic tipici del cineasta romano e confessa a più riprese le sue debolezze e i suoi difetti.