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Autobus israeliani vietati ai palestinesi. Stop di Netanyahu ma resta polemica

Il progetto è sospeso, la polemica resta. Il piano per limitare l’uso degli autobus israeliani da parte dei lavoratori palestinesi è stato bloccato

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Autobus israeliani vietati ai palestinesi. Stop di Netanyahu ma resta polemica

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Il progetto è sospeso, la polemica resta. Il piano per limitare l’uso degli autobus israeliani da parte dei lavoratori palestinesi è stato bloccato dal Premier Benjamin Netanyahu non appena entrata in vigore la sperimentazione di 3 mesi promossa dal Ministero della Difesa. Ma la preoccupazione della popolazione palestinese resta.

“Ho sentito parlare della misura, non ne ho avuto esperienza diretta, ma ovviamente sarebbe un danno per tutti noi” dice Khaled Al-Shaikh, un lavoratore palestinese. “Secondo mio padre sarebbe un disastro in termini di code sulla via del ritorno per i lavoratori”.

Le organizzazioni per la difesa dei diritti umani, denunciano lo sbilanciamento verso l’estrema destra del nuovo governo Netanyahu.

Emily Schaeffer, avvocato e responsabile dell’organizzazione israeliana per la difesa dei diritti umani Yesh Din: “Non c‘è assolutamente alcuna giustificazione in termini di sicurezza per una politica di segregazione sull’uso degli autobus” dice. “È semplicemente il frutto della pressione dei coloni sull’establishment militare. Stiamo parlando di cittadini palestinesi che hanno permessi di lavoro, che hanno dimostrato di non essere una minaccia per la sicurezza di Israele. Di fatto, si tratta di un passo in più verso l’apartheid in Cisgiordania”.

All’origine del progetto pilota, che avrebbe riguardato decine di migliaia di palestinesi, il Ministro della Difesa Moshe Yaalon del Likud. Una misura applicata e ritirata lo stesso giorno della visita in Cisgiordania e Israele della responsabile della diplomazia europea Federica Mogherini.

L’iniziativa avrebbe rappresentato una prima assoluta dall’occupazione della Cisgiordania nel 1967. Nelle parole del Premier Netanyahu, si sarebbe trattato di “una misura inaccettabile”. Resta da vedere sino a quando il leader di una fragile maggioranza riuscirà a contenere la pressione dell’estrema destra, dei partiti religiosi e dei coloni.