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Cannes, Allen dice tredici. In concorso l'opera prima dell'ungherese Nemes Jeles.

Il regista americano presenta "The irrational man". In competizione, oltre a "Il figlio di Saul", anche "The lobster" del greco Yorgos Lanthimos.

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Cannes, Allen dice tredici. In concorso l'opera prima dell'ungherese Nemes Jeles.

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Tappeto rosso per uno dei più assidui habitué di Cannes venerdì. Woody Allen, alla sua tredicesima partecipazione, ha presentato fuori concorso il suo quarantaseiesimo lungometraggio, intitolato “Irrational man”.

Il regista americano ha commentato così il suo ennesimo ritorno sul litorale francese: “Cannes? È come un convegno di avvocati, ma più divertente”.

Niente battute, invece, nel suo nuovo film, el quale si torna a esplorare il tema del delitto e castigo, come in “Match point”. Protagonisti Joaquin Phoenix, tormentato professore di filosofia, ed Emma Stone, allieva modello che diviene anche sua confidente. Parker Posey, invece, è una professoressa infelice.

Ma il festival è sempre, soprattutto, concorso.

“La competizione per la Palma d’oro – dice l’inviato di euronews Fred Ponsard – entra nel vivo con due film europei in lizza. ‘Il figlio di Saul’ è una notevole opera prima ungherese, che si spera di ritrovare nel palmares finale. Mentre ‘The lobster’ del greco Yorgos Lanthimos ha piuttosto spiazzato il pubblico, ricevendo un’accoglienza mista alla Croisette”.

“The lobster” racconta la rigidità culturale dei rapporti di coppia e l’impossibilità di vivere sia il rapporto di coppia che soli. Nel cast Colin Farrell, Rachel Weisz e Léa Seydoux.

Con “Il figlio di Saul” torna l’eterno tema dell’olocausto, questa volta visto attraverso gli occhi del regista magiaro László Nemes Jeles.

L’ambientazione è Auschwitz, nell’ottobre del 1944. Saulè membro dei “Sonderkommando”, squadre di prigionieri assegnati alla pulizia dei forni crematori. Nel film si racconta la sua ricerca di un rabbino, al quale vuole far sotterrare un corpo che crede essere quello di suo figlio.

Il protagonista, Geza Rohrig, non aveva mai recitato in un lungometraggio, ma solo in due serie tv alla fine degli anni ’80, mentre a partire da metà anni ’90 si è dedicato alla scrittura, soprattutto di poesie.