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Debito greco in mano alla Bce, Varoufakis vuole uno "swap". E attacca l'euro

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Debito greco in mano alla Bce, Varoufakis vuole uno "swap". E attacca l'euro

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E meno male che era stato messo in panchina nei negoziati tra la Grecia e i creditori internazionali. Yanis Varoufakis torna a gamba a tesa sulla questione del debito ellenico e prende di mira la Banca centrale europea.

Il ministro delle Finanze greco è tornato a chiedere una ristrutturazione. Non un taglio del valore nominale (il cosiddetto haircut), ma uno scambio tra i bond in mano all’Eurotower (27 miliardi di euro, di cui 6,7 miliardi in scadenza quest’estate) e quelli del Fondo Salvastati, che matureranno più in avanti.

Ma la cosa ‘spaventa Mario Draghi perché esporrebbe il suo piano di stimoli monetari alle critiche della Bundesbank tedesca’, dice Varoufakis.

Che non ha lesinato critiche nemmeno alla moneta unica: “Sarebbe bello avere la dracma. Intendiamoci, non sto dicendo che la rivoglio. Solo, vorrei che non fossimo mai entrati nell’unione monetaria“, ha affermato Varoufakis.

“Credo che, nel profondo, tutti gli Stati membri dell’Eurozona siano d’accordo. È stata costruita molto male. Ma, una volta che sei entrato, non puoi uscire senza causare catastrofi”, conclude.

Senza un accordo con l’Europa, però, la catastrofe del default sulle prossime scadenze avverrà di sicuro. Nonostante i progressi, le due parti sono ancora ai ferri corti su temi come le pensioni ed il lavoro.

Finora Atene ha rispettato le scadenze dando fondo ai propri risparmi. Ma i rimborsi alla Bce si avvicinano e quest’ultima (nonostante il giorno di festa) ha già risposto: “Nessuna rinegoziazione”.