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Immigrazione, dalla Commissione Ue un appello alla solidarietà tra Stati

La parola chiave delle nuove politiche comunitarie sull’immigrazione è : solidarietà. Nei confronti dei migranti, certo, ma anche tra gli Stati

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Immigrazione, dalla Commissione Ue un appello alla solidarietà tra Stati

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La parola chiave delle nuove politiche comunitarie sull’immigrazione è : solidarietà. Nei confronti dei migranti, certo, ma anche tra gli Stati membri. Dalla Commissione europea arriva, infatti, la proposta di una ripartizione dei richiedenti asilo tra tutti e 28 gli Stati europei.

“Intendiamo avvalerci di un meccanismo d’emergenza in base al quale si possa arrivare al ricollocamento dei richiedenti asilo in modo equo tra i diversi Paesi europei, allegerendo quelli più esposti alle migrazioni” ha spiegato a Bruxelles il responsabile europeo per l’immigrazione Dimitris Avramapoulos.

Un meccanismo quello delle quote che mira nel breve termine alla distribuzione di 20.000 persone che hanno già ottenuto lo status di rifugiati, ma che ancora si trovano al di la dei confini europei. Le quote di rifugiati destinati a ogni Paese dipenderanno da parametri diversi, come: la ricchezza nazionale, ma anche il livello di disoccupazione. L’Italia, al terzo posto per numero dei rifugiati già presenti sul territorio potrebbe essere esonerata dall’accoglierne dei nuovi.

Bruxelles punta soprattutto a indebolire l’immigrazione clandestina, come spiega Frans Timmermans:“Molti tra i nostri cittadini non si fidano delle politiche di asilo, perché ritengono che fino a oggi abbiano avuto scarso successo nel combattere l’immigrazione illegale. Ecco perchè chiediamo il massimo supporto di tutti gli Stati membri nel valutare le diverse richieste di asilo in modo veloce, in modo da rimandare indietro chi non ne ha diritto”.

Dalla Commissione arriva la conferma all’aumento dei fondi per Triton e Poseidon così come quella dell’avvio, forse già la prossima settimana, di una missione militare volta a smantellare le navi dei trafficanti di esseri umani.

“Non stiamo parlando di una missione militare in Libia” ha chiarito Federica Mogherini “Quello a cui stiamo pensando semmai è un’operazione navale da condurre in modo coordinato con le autorità libiche”.

Richieste a gran voce dalla società civile e alcuni Paesi, come l’Italia, lasciati soli a gestire l’emergenza migranti, le politiche comunitarie per l’immigrazione trovano già le critiche di alcuni stati come il Regno Unito che pure è escluso per Trattato dallo schema delle quote pensato a Bruxelles.

Per analizzare nel dettaglio la nuova strategia sull’immigrazione presentata dalla Commissione europea abbiamo invitato nel nostro studio di Bruxelles Eugenio Ambrosi, direttore regionale per l’organizzazione internazionale per le migrazioni.

Margherita Sforza, Euronews
Per prima cosa, l’Europa ha adottato una strategia a lungo termine o sta ancora operando in termini di risposta a un’emergenza a seguito delle migliaia di morti nel Mediterraneo?

Eugenio Ambrosi
L’intenzione sembra quella di procedere verso dei cambiamenti strutturali, quindi di lungo termine, sul modo in cui l’Europa intende gestire i flussi migratori nei 28 Paesi membri. Certamente, l’aver anticipato la presentazione dell’agenda sull’immigrazione adesso è una conseguenza delle migliaia di morti nel mediterraneo ad aprile. L’emergenza è rappresentata dalle persone che hanno perso la vita e che ancora rischiano di perderla. Il fenomeno però è strutturale e ha bisogno di essere affrontato in modo diverso dalla semplice risposta a un’emergenza o attraverso il controllo delle frontiere.

Euronews
Lei parla di un problema strutturale. Secondo gli ultimi dati 1700 persone hanno perso la vita mentre cercavano di attraversare il Mediterraneo verso l’Italia e Malta. Circa 4 volte le vittime dello scorso anno. E’ evidente che esiste un problema con la Libia a causa della guerra civile, ma sembra anche che sia cambiato il modo di operare degli scafisti..

Eugenio Ambrosi
Non si tratta di criminali comuni, si tratta di professionisti. Sono molto ben organizzazi e pieni di risorse, soprattutto possono contare su parecchio denaro a disposizione.
Assistiamo di continuo alla presenza di nuove pagine facebook grazie alle quali attraggono nuove vittime da portare sui barconi. Quello che stiamo affrontando oggi è un fenomeno realmente molto complesso, soprattutto rispetto alle tecniche da usare contro le reti criminali.