ULTIM'ORA

ULTIM'ORA

Il mercato del petrolio è in ripresa?

In questa puntata di Business Middle East affrontiamo la leggera ripresa del prezzo del petrolio. La scorsa settimana si è registrato il più alto

Lettura in corso:

Il mercato del petrolio è in ripresa?

Dimensioni di testo Aa Aa

In questa puntata di Business Middle East affrontiamo la leggera ripresa del prezzo del petrolio.

La scorsa settimana si è registrato il più alto rialzo dall’inizio dell’anno. Un aumento che arriva mentre gli Stati Uniti hanno subìto un calo delle scorte, una sorpresa inaspettata per il mercato del greggio e JP Morgan Chase Bank ha deciso di aumentare le previsioni del prezzo del petrolio per il prossimo anno.

Teheran ha annunciato di voler incrementare la sua quota sul mercato dopo la revoca delle sanzioni mentre i funzionari dell’Opec hanno precisato che l’organizzazione non ha intenzione di diminuire la produzione.

Ma fino a che punto il prezzo del petrolio è in ripresa?
Potrebbe raggiungere il livello di 100 dollari il barile?

Per la prima volta dall’inizio dell’anno il mercato del petrolio ha iniziato a tirare un sospiro di sollievo, dopo il rialzo registrato la scorsa settimana.

Le tensioni in Medio Oriente, la guerra in Yemen, il calo delle esportazioni di petrolio dalla Libia e il dollaro in ribasso sono i fattori che hanno contribuito alla diminuzione dell’offerta.

Al tempo stesso gli Stati Uniti hanno reso noto lo scorso mercoledì di un calo delle scorte di petrolio grezzo. Si è trattato di un annuncio inaspettato.

La diminuzione è crollata la scorsa settimana di 3,9 milioni di barili, un dato in netto contrasto con le previsioni degli analisti che avevano annunciato un aumento di 1,5 milioni di barili di greggio.

Nel frattempo, Teheran ha reso pubblica l’intenzione di riconquistare la sua quota di mercato delle esportazioni di petrolio nel mondo, dal momento in cui verranno revocate le sanzioni.

“Tra meno di 10 giorni inizieremo ad aumentare la nostra produzione per un massimo di sei mesi arriveremo a 3,8 milioni di barili – ha precisato il ministro del Petrolio iraniano, Bijan Zanganeh – ed entro marzo 2016 raggiungeremo la produzione di 4 milioni di barili al giorno di greggio. “

I funzionari dell’Opec hanno inoltre reso noto che nella prossima riunione del 5 giugno verrà confermata la politica di produzione attuale, alla luce della ripresa del mercato.

I fattori di ripresa

Aleggia un cauto ottimismo tra gli investitori di fronte alla continua volatilità del dollaro e l’eccesso di offerta di petrolio, nonostante il recente aumento dei prezzi.
Analizziamo la situazione con Nour Eldeen Al Hammoury, direttore marketing di ADS Securities di Londra.

Prima di tutto in che misura vedremo il recupero del prezzo del petrolio? Stiamo raggiungendo una fase di stabilità dei prezzi?

Nour Eldeen Al Hammoury: “Da un punto di vista tecnico, si può sicuramente dire che ci troviamo in un mercato in ripresa. Ogni volta che un asset class aumenta di oltre il 20% si tratta di un segnale di crescita. Il greggio ha già visto aumentare finora i prezzi del 45%. Quindi possiamo dire che il petrolio si trova in rialzo. Elemento che di solito induce in seguito a diminuire la pressione. Tuttavia, la continuità di questa tendenza dipenderà dallo sviluppo a livello mondiale della domanda insieme alla ripresa economica globale e al rallentamento della Cina, soprattutto alla luce della flessione degli ultimi 2 anni”.

Daleen Hassan, euronews: “Qual è l’impatto del ribasso del dollaro sul recente aumento dei prezzi?”

Nour Eldeen Al Hammoury: “Il recente calo del dollaro ha avuto un notevole effetto su entrambi i prezzi del Brent e del petrolio WTI Crude Oil. L’indice del dollaro statunitense ha registrato il maggior calo mensile dal 2009, si calcola di oltre il 6,45% nello scorso mese e mezzo”.

Daleen Hassan, euronews: “Il ministro del petrolio iraniano ha annunciato la disponibilità del suo paese ad aumentare la produzione nel caso della revoca delle sanzioni. Quali potrebbero essere le ricadute sul mercato?”

Nour Eldeen Al Hammoury: “Da parte degli analisti ma anche dei politici ci sono molti dubbi sulla capacità dell’Iran di aumentare la propria produzione e le esportazioni subito dopo la revoca delle sanzioni. Tuttavia, se riusciranno a farlo sarà maggiore rispetto a prima la possibilità di un intervento da parte dell’Opec.
Questo è anche quello che attendono i mercati dalla riunione dell’organizzazione prevista a giugno. Ma se l’Opec non si pronuncia, allora sì, l’aumento della produzione di petrolio iraniano sarebbe visto come un nuovo fattore negativo per i prezzi del greggio”.

Daleen Hassan, euronews:“Quali sono le previsioni per il prossimo periodo e quando si raggiungerà il prezzo di 100 dollari al barile?”

Nour Eldeen Al Hammoury: “Sono molti i fattori che dovrebbero entrare in funzione per permettere che i prezzi arrivino ai 100 dollari e oltre. Il primo è un aumento della domanda globale, seguita da una ripresa economica. Il secondo fattore riguarda la possibilità della Federal Reserve di riuscire nella riunione di giugno ad aumentare il tasso di interesse. Se ci saranno dei ritardi ne risentirà il dollaro statunitense e a sua volta il prezzo del petrolio, influenzato dalla valuta debole. Il terzo fattore coinvolge l’Opec. Nel caso l’organizzazione intervenga e tagli la produzione anche nel mese di giugno saremmo di fronte a una decisione sostenibile che potrebbe alleggerire la pressione anche futura sui prezzi del petrolio.
Se entrano in gioco questi fattori, il petrolio potrebbere superare il prezzo di oltre 100 dollari al barile.
Tuttavia, il petrolio è un bene necessario, non è davvero importante la flessione che può subire. Il prezzo salirà di nuovo, almeno per i prossimi 10 anni, fino a che non ci saranno delle reali alternative”.