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Gran Bretagna, squilibri economici in cima all'agenda di Cameron

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Gran Bretagna, squilibri economici in cima all'agenda di Cameron

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Ora che il risultato dell’urna ha spazzato via dal cielo di Londra le nuvole dell’incertezza politica, la Gran Bretagna si interroga sul futuro della sua economia. Una richiesta per David Cameron era arrivata dalla camera di commercio già alla vigilia della prima riunione di gabinetto: misure forti a sostegno degli investimenti delle imprese.

“Attualmente l’economia è sostenuta soprattutto dalla spesa dei consumatori. È spinta in gran parte dalle carte di credito, con le persone fiduciose di poter spendere”, spiega infatti il professor Peter Urwin dell’Università di Westminster.

“Io – aggiunge – non sono sicuro che potremo sostenere tali livelli di crescita nel lungo termine perché sono basati fondamentalmente su una sorta di ‘ebbrezza economica’, in cui spendiamo molti soldi e diamo fondo ai nostri risparmi”.

Dello stesso avviso la Banca d’Inghilterra, la quale, fortunatamente, si sta mostrando molto paziente per ciò che riguarda il futuro rialzo dei tassi di interesse.

“Se i tassi di interesse ricominceranno a salire in un momento in cui l’economia sta ancora crescendo perché la gente spende molti soldi sostenendosi con il credito al consumo, il capitale immobiliare e così via, sarà un vero disastro“, prosegue Urwin. La stessa banca centrale britannica, tra l’altro, ha già lanciato l’allarme sulla proliferazione dei finanziamenti con carte di credito ed affini.

Davanti al rallentamento della crescita allo 0,3% registrato nel primo trimestre, gli analisti parlano di un’economia sbilanciata. Le esportazioni soffrono a causa della sterlina forte e anche il mercato immobiliare sta cominciando a raffreddarsi.