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Expo, ecco la sfida dei Paesi sulla sostenibilità

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Expo, ecco la sfida dei Paesi sulla sostenibilità

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Con il tema “Nutrire il Pianeta. Energie per la vita”, l’Expo di Milano ha sfidato i 145 Paesi aderenti a mostrare come intendono rendere

Con il tema “Nutrire il Pianeta. Energie per la vita”, l’Expo di Milano ha sfidato i 145 Paesi aderenti a mostrare come intendono rendere sostenibile, con la salvaguardia della Terra, la vita di ormai sette miliardi di abitanti, che diventeranno nove tra 25 anni, .
Expo, il più grande evento mai realizzato sull’alimentazione e la nutrizione, mostra il meglio delle tecnologie che serviranno per dare una risposta concreta a un’esigenza vitale: riuscire a garantire cibo sano, sicuro e sufficiente per tutti, nel rispetto del Pianeta e dei suoi equilibri.

Una pannocchia di mais ha ispirato la forma del padiglione del Messico, una terra che ospita una grande varietà di piante, animali, ecosistemi: una vera e propria culla della biodiversità.

“Il concetto base – spiega l’architetto Francisco Lopez Guerra – viene dal mais, che rappresenta il maggior contributo che il Messico abbia dato al mondo”.

Il Brasile è tra i più grandi produttori agricoli del mondo. La sua attività agro-industriale è rinomata, mentre è meno nota la capacità tecnologica che ne è alla base.
Expo è l’occasione per mostrare al mondo le attività di ricerca e i modelli di produzione.
Se il Messico ha puntato sulla storia, il Brasile sull’interattività.

“Come modo per attirare i visitatori, abbiamo installato una rete che connette i tre piani e che crea un effetto di permeabilità. Non volevamo avere la coda per entrare. Ma piuttosto, una struttura con una grande permeabilità, dove le persone possano anche divertirsi”, dice l’architetto Arthur Casas.

Dei 145 Paesi presenti, 54 hanno costruito il loro proprio padiglione. E’ un record.

La Svizzera ha speso oltre 25 milioni di dollari. L’attrazione principale sono due torri riempite di prodotti. Ci sono 96 tonnellate di litri di acqua, 2.500 bastoncini al caffè, 840mila snack di mela disidratata. Si possono tutti prendere gratuitamente. Ma ce ne sarà per tutti?

“Nelle torri ci sono diversi prodotti e cibi. Tutti quelli che vengono possono prenderne. Ma se tutti ne prendono tanti, le torri si svuoteranno rapidamente. E questo mostra quanto il comportamento delle persone sia importante”, dice l’architetto Daniel Christen.

Entrando da un labirinto-giardino, che riproduce tre paesaggi agricoli, si arriva in un’ampia grotta, che rende l’esposizione francese una sorta di percorso iniziatico. In una volta interamente ricoperta di vegetazione, prodotti tipici francesi e utensili per la cucina, sono mostrate le soluzioni per produrre di più e meglio.

“Abbiamo voluto mostrare la diversità del territorio e del paesaggio francese. All’interno del padiglione abbiamo messo delle cavità che rappresentano le colline e le montagne. Anche la facciata mostra i rilievi naturali”, dice l’architetta Anouk Legendre.

Da Est a Ovest, i padiglioni piccoli o grandi che siano mostrano il meglio dell’agrocoltura e del cibo di ogni Paese.

Oltre a utilizzare materiale riciclabile, devono poter essere facilmente rimossi al termine dell’esposizione, che si concluderà il 31 ottobre.