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Yemen: cinque giorni di tregua, preceduta da nuovi bombardamenti

Cessate il fuoco, con molti dubbi: l’esercito saudita ammassa rinforzi dalle parti di Najran, alla frontiera con lo Yemen, a poche ore dall’inizio

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Yemen: cinque giorni di tregua, preceduta da nuovi bombardamenti

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Cessate il fuoco, con molti dubbi: l’esercito saudita ammassa rinforzi dalle parti di Najran, alla frontiera con lo Yemen, a poche ore dall’inizio del cessate il fuoco umanitario deciso da Riyadh e accettato dagli Huthi.

Non è chiaro se i sauditi si preparino a un’operazione di terra estesa o solo a eventuali risposte ai colpi di mortaio che gli Houthi da qualche giorno sparano verso il territorio saudita – sono già dodici le vittime -.

La ribellione sciita risponde, a sua volta, ai raid aerei della coalizione a guida saudita, che nelle ultime ore hanno ancora pesantemente colpito la capitale yemenita, Sanaa.

Colpita una base militare usata dalla parte dell’esercito yemenita che si è alleata con gli Houthi, e in macerie è finito anche il palazzo dell’ex presidente Saleh.

La tregua, se reggerà, servirà a dare cinque giorni di respiro a un Paese in cui, solo da metà marzo, sono morte almeno 1400 persone, in gran parte civili, direttamente coinvolte nei combattimenti.

Ma le infrastrutture sono a pezzi, manca il carburante e quindi non girano camion, autocisterne con l’acqua, nè funzionano le pompe.

Non c‘è cibo e non ci sono medicinali, la coalizione prevede di alleggerire il blocco navale per far attraccare i cargo.