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Altro mare, stessi drammi: i barconi di Rohingya in fuga dalla discriminazione

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Di Diego Giuliani
Altro mare, stessi drammi: i barconi di Rohingya in fuga dalla discriminazione

<p>Altro mare, altri problemi, ma lo stesso sogno di una vita migliore: circa 1.000 in neanche due giorni i musulmani Rohingyia in provenienza da Myanmar e Bangladesh che in fuga da discriminazione e povertà sono stati soccorsi al largo delle coste indonesiane. </p> <p><blockquote class="twitter-tweet" lang="it"><p lang="en" dir="ltr"><a href="https://twitter.com/hashtag/UPDATE?src=hash">#UPDATE</a> Second boat carrying hundreds of migrants from Myanmar, Bangladesh is rescued off Indonesia's far west coast <a href="http://t.co/2jjpeJTmWm">http://t.co/2jjpeJTmWm</a></p>— Agence France-Presse (@AFP) <a href="https://twitter.com/AFP/status/597609728877809664">11 Maggio 2015</a></blockquote> <script async src="//platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script></p> <p>Gli ultimi 400 erano a bordo di un’imbarcazione in difficoltà al largo della provincia settentrionale di Aceh, sull’isola di Sumatra. </p> <p>Il responsabile locale delle operazioni di soccorso ha riferito di centri di emergenza e di privati che si sono mobilitati per accoglierli. Secondo la stessa fonte, ulteriori imbarcazioni potrebbero essere in arrivo. </p> <p>Un migliaio, in provenienza da Myanmar e Bangladesh nelle stesse ore arrivati sulle coste malesi, secondo la polizia del posto. Anche in questo caso, musulmani della minoranza Rohingya, perseguitata in Myanmar. </p> <p><blockquote class="twitter-tweet" lang="it"><p lang="en" dir="ltr">25,000 <a href="https://twitter.com/hashtag/Rohingya?src=hash">#Rohingya</a> & Bangladeshis have boarded smugglers' boats on the Bay of Bengal in 2015 <a href="http://t.co/JH9XBeWs6H">http://t.co/JH9XBeWs6H</a> <a href="http://t.co/w0qd4RwDI5">pic.twitter.com/w0qd4RwDI5</a></p>— UN Refugee Agency (@Refugees) <a href="https://twitter.com/Refugees/status/597579416512929795">11 Maggio 2015</a></blockquote> <script async src="//platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script></p> <p>A lanciare l’allarme sul crescente fenomeno delle loro traversate della speranza era di recente stata anche l’Agenzia <span class="caps">ONU</span> per i rifugiati, che aveva stimato in 25.000 i Rohingya finiti nelle mani degli scafisti nel solo 2015. </p> <p>Il caso diventa nel frattempo politico in Thailandia, dove negli ultimi giorni sono state rinvenute delle fosse comuni contenenti dei resti umani, che paiono riconducibili proprio a migranti musulmani in fuga da Myanmar e Bangladesh. L’ipotesi è che siano stati lasciati morire di fame dagli stessi scafisti, in attesa di ricevere il denaro necessario a pagare la loro traversata via mare. </p> <p><blockquote class="twitter-tweet" lang="it"><p lang="en" dir="ltr"><a href="https://twitter.com/hashtag/Thailand?src=hash">#Thailand</a> 'turning a blind eye to human trafficking' <a href="http://t.co/yVkaRo2Gxq">http://t.co/yVkaRo2Gxq</a> <a href="https://twitter.com/hashtag/Rohingya?src=hash">#Rohingya</a> <a href="https://twitter.com/hashtag/Bangladesh?src=hash">#Bangladesh</a> <a href="http://t.co/6tDHQTsjOy">pic.twitter.com/6tDHQTsjOy</a></p>— DW (English) (@dw_english) <a href="https://twitter.com/dw_english/status/595939845341483009">6 Maggio 2015</a></blockquote> <script async src="//platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script></p> <p>Da molti accusate di “chiudere un occhio”, le autorità thailandesi sostengono di fare tutto il possibile per reprimere il traffico dei migranti.</p>