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Oggi demonizzati, domani forse determinanti: i Nazionalisti Scozzesi

I Conservatori li dipingono come una minaccia per il Paese. I Laburisti escludono qualsiasi alleanza

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Oggi demonizzati, domani forse determinanti: i Nazionalisti Scozzesi

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Fino ad oggi i Conservatori li hanno dipinti come una minaccia per il Regno Unito e i laburisti si sono affrettati a prenderne le distanze. La ricerca di una coalizione che si delinea all’orizzonte potrebbe però da domani costringerli a riconoscere ai Nazionalisti Scozzesi il ruolo di ago della bilancia.

Point of view

Il partito di Miliband è costretto a replicare alla retorica conservatrice. Ma l'aritmetica parlamentare potrebbe fargli cambiare idea

“Credo di essere in buona compagnia nell’essermi pronunciato per un totale rinnovamento di un parlamento, che finora non ha rappresentato i cittadini, ma i banchieri e i super-ricchi”, dice un elettore di Glasgow.

Quotidiani vicini ai Tories, come il Times e il Daily Telegraph hanno fatto propri i timori conservatori, ricorrendo a titoli come “Il giorno del Giudizio” e, riprendendo le parole di Cameron, Non fate nulla che potreste rimpiagere.

Specchio delle posizioni conservatrici è la retorica adottata dal partito del premier David Cameron in campagna elettorale, di cui parla dall’Università di Glasgow l’analista politico Duncan Ross.

“I Tories hanno portato avanti una campagna di demonizzazione contro i Nazionalisti scozzesi – dice -. Temono una loro partecipazione al governo e fanno quindi leva sulla paura degli inglesi. Di conseguenza i Laburisti si trovano dal canto loro costretti a replicare a questa retorica e a rassicurare l’elettorato, dicendo che non accetterebbero il sostegno dei nazionalisti scozzesi. Credo però che l’aritmetica parlamentare potrebbe costringerli a cambiare posizione”.

A spaventare i partiti tradizionali è anche il crescente consenso raccolto negli ultimi mesi dai Nazionalisti scozzesi, tra i disillusi del tradizionale bipartitismo britannico.

Collocandosi più a sinistra del Labour nell’arco parlamentare, il partito ha raccolto anche l’adesione di numerosi transfughi laburisti, che alla formazione di Ed Miliband rimproverano un appiattimento sulle posizioni conservatrici.

A rassicurare i laburisti ha provato la stessa leader dei nazionalisti scozzesi Nicola Sturgeon, che da Edimburgo ha aperto a un’alleanza e fatto sapere che l’indipendenza della Scozia rivendicata dal suo partito, non sarebbe fra le priorità in agenda.

Nel suo ultimo intervento in pubblico, la stessa Surgeon aveva lanciato un appello all’unità “per battere i Conservatori” e detto che il suo impegno sarà quello di fornire un appoggio ad altre forze politiche.