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Oggi demonizzati, domani forse determinanti: i Nazionalisti Scozzesi

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Di Diego Giuliani
Oggi demonizzati, domani forse determinanti: i Nazionalisti Scozzesi

<p>Fino ad oggi i Conservatori li hanno dipinti come una minaccia per il Regno Unito e i laburisti si sono affrettati a prenderne le distanze. La ricerca di una coalizione che si delinea all’orizzonte potrebbe però da domani costringerli a riconoscere ai Nazionalisti Scozzesi il ruolo di ago della bilancia. </p> <p>“Credo di essere in buona compagnia nell’essermi pronunciato per un totale rinnovamento di un parlamento, che finora non ha rappresentato i cittadini, ma i banchieri e i super-ricchi”, dice un elettore di Glasgow. </p> <p>Quotidiani vicini ai Tories, come il Times e il Daily Telegraph hanno fatto propri i timori conservatori, ricorrendo a titoli come “Il giorno del Giudizio” e, riprendendo le parole di Cameron, <a href="http://www.telegraph.co.uk/">Non fate nulla che potreste rimpiagere</a>.</p> <p>Specchio delle posizioni conservatrici è la retorica adottata dal partito del premier David Cameron in campagna elettorale, di cui parla dall’Università di Glasgow l’analista politico Duncan Ross.</p> <p>“I Tories hanno portato avanti una campagna di demonizzazione contro i Nazionalisti scozzesi – dice -. Temono una loro partecipazione al governo e fanno quindi leva sulla paura degli inglesi. Di conseguenza i Laburisti si trovano dal canto loro costretti a replicare a questa retorica e a rassicurare l’elettorato, dicendo che non accetterebbero il sostegno dei nazionalisti scozzesi. Credo però che l’aritmetica parlamentare potrebbe costringerli a cambiare posizione”.</p> <p>A spaventare i partiti tradizionali è anche il crescente consenso raccolto negli ultimi mesi dai Nazionalisti scozzesi, tra i disillusi del tradizionale bipartitismo britannico. </p> <p>Collocandosi più a sinistra del Labour nell’arco parlamentare, il partito ha raccolto anche l’adesione di numerosi transfughi laburisti, che alla formazione di Ed Miliband rimproverano un appiattimento sulle posizioni conservatrici. </p> <p><blockquote class="twitter-tweet" lang="it"><p lang="en" dir="ltr">.<a href="https://twitter.com/NicolaSturgeon">@NicolaSturgeon</a> says <a href="https://twitter.com/hashtag/GE2015?src=hash">#GE2015</a> not about independence but Scots being heard <a href="http://t.co/rRlafmYkp9">http://t.co/rRlafmYkp9</a> <a href="http://t.co/Jiw4GstgdU">pic.twitter.com/Jiw4GstgdU</a></p>— Scotsman (@TheScotsman) <a href="https://twitter.com/TheScotsman/status/594797276834439169">3 Maggio 2015</a></blockquote> <script async src="//platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script></p> <p>A rassicurare i laburisti ha provato la stessa leader dei nazionalisti scozzesi Nicola Sturgeon, che da Edimburgo ha aperto a un’alleanza e fatto sapere che l’indipendenza della Scozia rivendicata dal suo partito, non sarebbe fra le priorità in agenda.</p> <p>Nel suo ultimo intervento in pubblico, la stessa Surgeon aveva lanciato un appello all’unità “per battere i Conservatori” e detto che il suo impegno sarà quello di fornire un appoggio ad altre forze politiche.</p>