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Crisi greca, Atene sempre più a corto di liquidità

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Crisi greca, Atene sempre più a corto di liquidità

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Con il rimborso da 200 milioni di euro effettuato mercoledì al Fondo monetario internazionale, Atene è ormai ad un passo dal baratro finanziario.

Le casse sono quasi vuote e la successiva scadenza sul calendario è già fissata per martedì prossimo. I negoziati con i creditori per sbloccare nuovi aiuti internazionali in cambio di un comprensivo piano di riforme sono in alto mare.

Il ministro delle Finanze Yanis Varoufakis, dopo un incontro con il commissario europeo Pierre Moscovici, ha parlato dell’Eurogruppo di lunedì prossimo come di un’occasione per dimostrare i progressi fatti, ma per il presidente Dijsselbloem le condizioni per un accordo ancora non ci sono.

Colpa della Grecia? Atene dice di aver fatto concessioni su Iva e privatizzazioni e va al contrattacco, accusando Fmi e Bruxelles di disaccordi tra di loro.

Rimangono, ad ogni modo, i nodi fondamentali delle pensioni e del mercato del lavoro: a quest’ultimo riguardo, la riassunzione di 4.000 statali decisa dal Parlamento greco martedì non farà che creare nuovi attriti con la “ex troika”.

“Il 12 maggio la Grecia dovrà ripagare altri 750 milioni di euro all’Fmi. Atene è ormai a corto di fondi ed il governo greco affida le proprie speranze ad un accordo con i suoi creditori all’Eurogruppo di lunedì prossimo”, spiega il corrispondente di Euronews Stammatis Giannisis.

“E questo nonostante il fatto che i messaggi in arrivo da Bruxelles rimangano, per il momento, decisamente poco incoraggianti”, aggiunge.