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Regno Unito al voto: tre ladies si contendono il ruolo di ago della bilancia

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Di Salvatore Falco
Regno Unito al voto: tre ladies si contendono il ruolo di ago della bilancia

<p>La democrazia britannica rischia di incepparsi. Il voto del 7 maggio si preannuncia essere il più serrato dal 1970. Un contesto in cui uno dei partiti tradizionalmente fuori dall’alternanza Tory-Labour potrebbe diventare determinante per formare un governo.</p> <p>Lo Scottish National Party di Nicola Sturgeon spicca tra tutti. La sconfitta al referendum sull’indipendenza scozzese non ha indebolito il movimento indipendentista, rinvigorito dalla nuova leadership. L’<span class="caps">SNP</span>, che oggi conta 6 parlamentari a Westminster, potrebbe ottenere quasi tutti i 59 seggi che vengono assegnati oltre il Vallo di Adriano.</p> <p>Come conferma l’analista politico, Tom Mludzinski: “Lo Scottish National Party sembra destinato a diventare il terzo partito superando, in numero di parlamentari eletti, i liberaldemocratici. Questo significa che sarà determinante”.</p> <p>Potrebbe essere la leader scozzese a spalancare la porta di Downing Street al prossimo premier. A Edimburgo ne sono consapevoli e dopo aver portato via ai Labour i loro elettori, ora tendono loro la mano: ‘‘Se Ed Miliband è pronto a fare meglio dei Tories – ha detto Nicola Sturgeon – allora sono pronta a lavorare con lui, per permettergli di sostituire i Tories’‘.</p> <p>L’onda indipendentista interessa anche il Galles. Il Plaid Cymru potrebbe conquistare cinque seggi, rispetto ai tre attuali.</p> <p>Leanne Wood è un’altra leader da tenere d’occhio. Di orientamento socialista in economia, ha posizioni più moderate rispetto ai secessionisti scozzesi.</p> <p>“Con una squadra forte di parlamentari faremo in modo che la voce del Galles si senta forte e chiaro”, ripete la leader gallese.</p> <p>Il Partito dei Verdi è accreditato attorno al 5% dei voti. È guidato da Natalie Bennet, nata in Australia è poi diventata cittadina del Regno Unito. Il suo è un programma dichiaratamente anti-monarchico, ma i Green potrebbero facilmente ritrovarsi in un governo di coalizione a guida Labour.</p> <p>“Il partito dei Verdi è determinato a fornire una economia giusta – dice Natalie Bennet – Questo significa che i poveri non devono pagare per gli errori e le frodi dei banchieri”.</p> <p>Il Democratic Unionist Party dell’Irlanda del Nord punta a riconfermare i suoi 9 seggi. Il suo leader, Peter Robinson, scarta l’ipotesi coalizione, ma di fronte a un’impasse potrebbe venire in soccorso del Regno. I repubblicani irlandesi – che non inviano a Londra i propri eletti – provano a rovinargli il piano.</p> <p>“Nessun partito avrà una maggioranza alla Camera dei Comuni – avverte il leader unionista irlandese – Ciò significa che i nostri parlamentari saranno importanti come mai prima d’ora”.</p>