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Elezioni Regno Unito: tallone immigrazione

La questione migranti divide il paese, ma le ricerche confermano che il fenomeno riceve consensi a Londra.

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Elezioni Regno Unito: tallone immigrazione

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Il numero di immigrati tra gli adulti in età lavorativa nel Regno Unito è più che raddoppiato dal 1995 al 2014 ed è passato dall’8% al 17%: ora ammonta a oltre 6,5 milioni di unità.

L’immigrazione è la principale preoccupazione nei sondaggi d’opinione.

Derek: “Con l’immigrazione vogliono cambiare l’immagine dell’Inghilterra”.

Kimo: “Credo che il dibattito sull’immigrazione sia la campagna delle politiche della paura e della divisione in questo paese, e non serve ad alcun partito.”

Yetunde: “Personalmente credo che non mi faró influenzare. Non ci penso affatto”.

Mark: “Credo sia un bene sottolineare nell’interesse del paese la necessità di una forza lavoro a basso costo; è per il bene della nostra economia. Ma non credo che sia stato fatto un discorso a lungo termine.”

Derek: “Basta fare un giro per il paese per vedere come i componenti di alcune famiglie inglesi stiano diventando cittadini di second’ordine a casa propria”

Kimo: “Ció che rende questo paese unico e grande è la sua abilità di integrare persone del mondo provenienti da ogni settore, con background socio-economici diversi e in grado di socializzare e unirsi per il bene comune.”

Joanna Gill, Euronews, Londra: “L’immigrazione è vantaggio economico e onere. Con un numero sempre maggiore di migranti nel Regno Unito la questione divide il paese. Siamo a Londra per approfondire il dibattito e dare volto alle immagini”.

Jakub Krupa, giornalista polacco, Londra: “Mi chiamo Jakub, ho 25 anni e vivo a Londra da tre. Lavoro come giornalista e PR. Mi sento bene qui. Forse in futuro torneró nel mio paese, la Polonia, ma per ora resto qui.”

Il dibattito sull’immigrazione è spesso offuscato da diatribe parallele sui guadagni e sulle perdite. In vista delle elezioni, i migranti hanno voluto dimostrare quanto essi siano parte integrante del paese, donando il sangue. Un gesto eclatante a favore della controversa campagna, chiamata in modo polemico "Bloody Foreigners" (dannati stranieri), come ci spiega Jakub.

Jakub Krupa, giornalista polacco, Londra: “Chi viene qui è visto come il “dannato straniero” che ruba il lavoro, cose cosí. Noi vogliamo dimostrare che non è solo questo che siamo, ma anche qualcosa di positivo”.

Un modo forse un po’ esagerato per fare il punto, ma c‘è del vero sull’argomento. La ricercasui costi della spesa pubblica relativa ai migrandi dimostra che essi in effetti generano 55 sterline di costo al secondo e quanto piú sono giovani piú contribuiscono a ringiovanire la popolazione.

Carlos Vargas-Silva, ricercatore, Migration Observatory Oxford University: “Gli immigrati sono per lo piú giovani e vengono qui per motivi di lavoro. Vogliono lavorare e questo significa che fanno poco uso dei servizi pubblici e di benefit, di conseguenza sono un contributo molto positivo per l’economia.”

Ma questo non è tutto. Per i britannici occupati in lavori poco qualificati, è davvero basso l’impatto negativo sui loro salari e sull’eventualità di una loro sostituzione con i migranti. Allo stesso modo peró piú persone ci sono maggiore è la pressionesull’adeguamento dei servizi pubblici, soprattutto per quanto riguarda il densamente popolato sud-est dell’Inghilterra.

Carlos Vargas-Silva, ricercatore, Migration Observatory Oxford University: “Un problema potrebbe essere l’affollamento nelle scuole, dove la prima lingua non è piú l’inglese e diventa determinante adeguarsi alle richieste con un numero maggiore di insegnanti nelle classi dei bambini. Al contempo, tutti i migranti hanno accesso gratuito al servizio sanitario nazionale e questo potrebbe aumentare i tempi di attesa negli ospedali.”

Dal 2000 i migranti hanno il 43% in meno di probabilità rispetto ai cittadini britannici di ricevere benefici o crediti di imposta, e il 7% in meno di probabilità di vivere in alloggi sociali. Con molti migranti che lavorano nei servizi pubblici, quindi i servizi costano meno alle casse dello stato, e nonostante ció il 77% del pubblico britannico vuole vedere ancora ridotta l’immigrazione. Perché tanto scetticismo?

La paura ha fatto moltiplicare i titoli dei tabloid e l’ascesa dell’UKIP ha dato maggiore risalto al dibattito. Ma l’immagine ne esce distorta.

Carlos Vargas-Silva, ricercatore, Migration Observatory Oxford University: “A Londra si tende a favorire l’immigrazione cosa che non succede nelle aree piú rurali del paese. Quindi dove ci sono piú migranti c‘è un’opinione positiva sull’immigrazione e dove ce ne sono meno, c‘è contrasto”.

Lo UKIPsperava di capitalizzare sulle profonde divisioni interne, ma il problema man mano che la campagna politica avanzava, si sentiva sempre meno. Dopo i clamorosi risultati elettorali delle elezioni europee, l’UKIP avrebbe voluto consolidare il successo, ma i recenti sondaggi dimostrano che la strada verso Westminster potrebbe essere ricca di insidie, come previsto.