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Nepal: quasi settemila vittime, corsa contro il tempo per gli aiuti

Un drone mostra l’ampiezza del disastro in Nepal: questi sono, in parte erano, villaggi a un’ottantina di km da Kathmandu, questa è la zona

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Nepal: quasi settemila vittime, corsa contro il tempo per gli aiuti

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Un drone mostra l’ampiezza del disastro in Nepal: questi sono, in parte erano, villaggi a un’ottantina di km da Kathmandu, questa è la zona dell’epicentro del sisma che otto giorni fa ha devastato il paese.

Il governo ha detto che non c‘è più speranza di trovare superstiti, ha chiesto ai soccorritori stranieri di ripartire, di lasciare il posto a chi deve occuparsi di portar cibo, medicinali e vestiti ai sopravvissuti.

Ed è una corsa contro il tempo: “Non siamo riusciti a raggiungere molte comunità che sono nei posti più difficili, e tentiamo adesso di affrontare i loro problemi conseguenti al terremoto”, dice la direttrice del Programma Alimentare Mondiale. “È una corsa contro il tempo – aggiunge -, e il tempo è scandito dai monsoni. Se non riusciamo a raggiungere quelle popolazioni prima dei monsoni non avremo più la possibilità di portar loro riparo, cibo e altri beni di prima necessità”.

Un operatore sul campo dice che la stagione dei monsoni è arrivata in anticipo, piove tutti i giorni e alcuni villaggi sono già ora irraggiungibili via strada. I soccorritori sono costretti a usare gli elicotteri, finché si può, ma questo riduce enormemente la capacità di carico.
Le Nazioni Unite hanno lanciato l’appello per 415 milioni di euro: di questi, la Commissione europea ne ha stanziati tre e venticinque verranno dai paesi membri. Ma si sa già che non basterà. Il bilancio delle vittime continua a salire, si avvicina rapidamente a quota settemila.