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Ucraina: il 2 maggio, ferita difficilmente rimarginabile per Odessa

Fiori, lumini, biglietti e decine di palloncini neri a ricordare gli scontri di un anno fa a Odessa, la città portuale nell’Ucraina meridionale. Il

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Ucraina: il 2 maggio, ferita difficilmente rimarginabile per Odessa

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Fiori, lumini, biglietti e decine di palloncini neri a ricordare gli scontri di un anno fa a Odessa, la città portuale nell’Ucraina meridionale.
Il 2 agosto del 2014, 43 filorussi morirono nell’incendio della sede dei sindacati, forse provocato dai sostenitori del governo di Kiev in risposta a scontri che si erano verificati in città.

La vicenda non è stata chiarita, non c‘è un processo, non ci sono degli imputati e nemmeno una lista ufficiale delle vittime. Le opinioni si dividono: questa rappresentante di un’associazione fatta da tredici volontari che cercano una verità storica accusa i filo-russi.

“Purtroppo gran parte di coloro che organizzarono quegli eventi hanno evitato la punizione. Si trovano in Crimea, a Donetsk o a Mosca e pretendono di darci lezioni, senza vergogna, su come dovremmo vivere, e ci parlano dei benefici della federalizzazione”.

“Non penso che avremo una buona inchiesta o un processo equilibrato – dice invece un residente più vicino alle posizioni filorusse -: quando questo regime, che è responsabile di quella tragedia, se ne sarà andato, allora ci sarà un’inchiesta e sapremo i nomi degli organizzatori”.

L’incendio alla sede dei sindacati fu preceduto da scontri armati, che causarono la morte di almeno altre cinque persone. Centinaia i feriti in quella giornata del 2 maggio, una data che per Odessa è una ferita aperta, difficilmente rimarginabile senza una verità.