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Quarant'anni fa la caduta di Saigon

Iniziava così la fine dell'ultradecennale conflitto in Vietnam

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Quarant'anni fa la caduta di Saigon

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Quarant’anni dalla caduta di Saigon, per mano delle truppe di Ho Chi Min, di cui ora la città porta il nome. Un evento che segnò l’inizio della fine di ostilità ultradecennali in Vietnam.

Un anno dopo si completò la riunificazione del Paese, diviso dalla conferenza di Ginevra del 1954 e che fu, di fatto, prologo di una guerra che segnò la disfatta degli Stati Uniti.

Il cui intervento è stato stigmatizzato ancora una volta dal premier Nguyen Tan Dung durante le cerimonie. Il p
rimo ministro ha parlato di “barbari crimini americani”.

I vietcong entrarono in quella che era la capitale del Vietnam del Sud il 30 aprile del 1975. Gli americani avevano terminato da due anni l’appoggio militare al Paese guidato allora da Nguyen Van Thieu, che già da qualche giorno lo aveva abbandonato alla volta di Taiwan.

Fu nel 1965 che l’intervento armato americano provocò l’escalation di un conflitto già in essere tra le due parti del Vietnam. In dieci anni ci fu oltre un milione di morti, tra i quali tanti civili uccisi nei bombardamenti.

Un coinvolgimento attivo che fu anticipato dalla “pressione” militare esercitata nel golfo di Tonchino.

Una guerra che scatenò anche l’opinione pubblica, in gran parte contraria, negli Stati Uniti e anche in Europa, andandosi a incastrare nei movimenti del ’68 sui due lati dell’Atlantico.