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"Cipro film days 2015", nelle opere prime tanto noir, solitudine e introspezione

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"Cipro film days 2015", nelle opere prime tanto noir, solitudine e introspezione

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Cresce la partecipazione di autori nazionali. Uno dei quali premiato per la migliore regia con "Impressioni di un uomo annegato".

Un festival incentrato su lungometraggi d’esordio il ‘‘Cyprus film days 2015’‘. A vincerlo è stato il kosovaro-tedesco “Three windows and a hanging”.

La kermesse si è svolta dal 17 al 26 aprile tra la capitale cipriota Nicosia e la città turistica meridionale di Limassol.

Primo film completo è quello di Eric Cherrière, già regista di un corto e autore di sceneggiature e romanzi. Tutti noir, come questo “Cruel”, nel quale il protagonista Pierre è un lavoratore part time che vive con l’anziano padre, ma anche un serial killer. Che uccide, in una città qualunque, persone qualunque, con vite qualunque. Come la sua.

“L’idea del film noir – ha spiegato il regista – è l’idea innanzitutto di un tesoro perduto. Voglio dire che in tutti i film noir, c‘è l’idea che prima ci fosse la felicità, ma ora è finita. In ‘Cruel’, l’idea perduta di felicità è l’infanzia. Dunque, io volevo raccontare questa storia, perché per me il noir è un genere esistenaziale. Può raccontare davvero l’esistenza, fino alla crudeltà, che è evidentemente la fine”.

‘‘Valley’‘, invece, è il primo lungometraggio di Sophie Artus. Racconta la storia di tre adolescenti immersi in un mondo pieno di violenza, a casa come a scuola. Una storia di amicizia, amore e odio, che racconta assieme la bellezza e la crudeltà dell’adolescenza. Un mondo dove convivono desiderio di morire e di uccidere, ma è la voglia di vivere che delinea il destino.

“Io non propongo risposte” dice la regista del suo film. “Io non sto insegnando qualcosa. Quello che voglio fare, e penso che in questo il mio film funzioni, è dare la possibilità alla gente per riflettere sulla violenza”.

La presenza del cinema cipriota si rafforza ogni anno. La presidente della giuria, la scenografa americana Kristi Zea.

“Sono – ha affermato – molto impressionata. Tante belle immagini e contenuti, molto professionali. Le troupe sembrano sempre sapere bene ciò che stavano facendo. Che è sempre positivo. Sono entusiasta”.

In “Impressioni di un uomo annegato”, si racconta del poeta greco Kostas Karyotakis, morto suicida nel 1928. Ma costretto a rivivere ogni anno lo stesso giorno in cui decisse di togliersi la vita, per riflettere sul suo detino, prima di ripetere il gesto estremo.

Al Cyprus film days è stato premiato come miglior film nazionale e per la regia, firmata da Kyros Papavassiliou: “non è un film pessimista. Lo spettatore può comprendere, riflettere, attraverso questa storia, sul fatto che tutti siamo soggetti alla morte. È un film poetico ed esistenziale”.

Partecipava alla categoria nazionale del concorso anche “Nastro trasportatore”, film incentrato sulla solitudine. Narra di un uomo che vive solamente assieme alla sua tartaruga. E con le “identità ricreate” attraverso i bagagli abbandonati che sottrare all’aeroporto dove lavora, esaminando meticolosamente tutto ciò che contengono.

CONVEYOR BELTTRAILER from Zedem Media on Vimeo.

La regista Alexia Roider dice che “il protagonista è una persona senza identità. Ho voluto ritrarlo così. Non ha una specifica personalità. Non volevo portare gli spettatori a identificarsi con lui”.

Sullo stato del cinema cipriota, euronews ha intervistato Adonis Florides, regista ben conosciuto sull’isola e membro della giuria: “credo che il cinema cipriota sia al suo meglio attualmente. Abbiamo molti nuovi cineasti. Produciamo molti cortometraggi. E cominciamo anche a realizzare più lungometraggi. La cosa più improtante è che ora Cipro dispone di ottime strutture cinematografiche”.