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Ucraina: giustizia sommaria nelle autoproclamate repubbliche orientali

Malgrado le notizie dall’Ucraina dell’est giungano spesso contraddittorie le autoproclamate autorità delle nuove repubbliche che Kiev non riconosce

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Ucraina: giustizia sommaria nelle autoproclamate repubbliche orientali

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Malgrado le notizie dall’Ucraina dell’est giungano spesso contraddittorie le autoproclamate autorità delle nuove repubbliche che Kiev non riconosce cercano di mantenere un minimo d’ordine pubblico anche legando ai pali soldati che si abbandonano ai saccheggi approfittando della situazione di non-legge che vige in alcuni territori.

Uno dei comandanti ribelli spiega: “Quest’uomo ha picchiato un civile, ha rubato la sua macchina e preso denaro dai parenti, anche se ha detto che erano dei prestiti. Ha spaccato le ossa di alcuni di loro. Uno dei loro figli è venuto da noi a denunciare e noi abbiamo preso provvedimenti”.

Questi esempi di giustizia sommaria sono un po’ dovunque nei territori orientali. Il caos giudiziario e amministrativo costringe i militari a prendere l’iniziativa.

Un altro esempio a Luhansk dove spiega il capo della polizia: “Non abbiamo tribunali, ma stiamo lavorando con i procuratori per decidere quali pene siano adeguate. I verdetti ci saranno quando ci saranno delle corti”.

In pratica, per adesso, sono i procuratori a decidere le pene, col rischio di eccessi. Un tentativo di riportare legalità e sicurezza in terre in guerra da mesi.