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Nepal, l'impatto del sisma su una delle economie più povere d'Asia

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Nepal, l'impatto del sisma su una delle economie più povere d'Asia

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A Bhaktapur, quartiere storico a dieci chilometri dal centro di Kathmandu, il sisma che sabato scorso ha colpito il Nepal non ha risparmiato nulla. Le immagini dei templi rasi al suolo ben rappresentano la fragilità di una delle economie più povere dell’Asia.

Un Paese la cui crescita stava già rallentando prima del terremoto, secondo l’Asian Development Bank, anche a causa dell’instabilità politica che da anni tiene in ostaggio il Paese. Una nazione in cui il Pil pro-capite non arriva a 800 dollari e dove una persona su quattro vive sotto la soglia di povertà.

Gran parte delle preoccupazioni degli economisti ora sono per le conseguenze del disastro sul vitale settore del turismo, che dà impiego al 7% della forza lavoro in un’economia con un tasso di disoccupazione al 50%.

Tre giorni dopo il terremoto, mentre ancora si scava per cercare sopravvissuti, arrivano anche le prime stime dei costi per la ricostruzione: il ministro delle Finanze sostiene che supereranno i 10 miliardi di euro, alcuni analisti parlano di 5 miliardi l’anno da qui al 2020.

A soccorso delle famiglie nepalesi, che si appoggiano prevalentemente sull’agricoltura, dovrebbero arrivare aiuti da tutto il mondo. Una sfida logistica, vista la conformazione del territorio: i collegamenti via aria sono già al limite e, per ulteriori aiuti, bisognerà rendere di nuovo agibili le strade.