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Coprifuoco a Baltimora dopo l'ondata di violenza

La Guardia nazionale è stata mobilitata a Baltimora per contrastare l’ondata di violenza che ha investito la città americana dopo la morte di un

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Coprifuoco a Baltimora dopo l'ondata di violenza

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La Guardia nazionale è stata mobilitata a Baltimora per contrastare l’ondata di violenza che ha investito la città americana
dopo la morte di un giovane di colore che era stato arrestato dalla polizia. Un coprifuoco notturno è stato imposto per una settimana. Ma la protesta non accenna a diminuire e gli Stati Uniti sembrano alle prese con un nuovo caso Ferguson.
“Prima di tutto, questa non è una guerra – dice un manifestante -. Noi vogliamo la pace. Dovete darcela. Ma se voi continuate a prenderci tutto quello che abbiamo, noi ci prenderemo tutto quello che avete. Non è una guerra, ma vogliamo i nostri diritti”.
I familiari di Freddy Gray, la vittima, riuniti in una chiesa, hanno lanciato un appello alla calma. Anche la madre del ragazzo è intervenuta.
“Sono così addolorata, ma non voglio che succeda quello che sta accadendo fuori. Voglio giustizia per mio figlio ma non mi piace quello che si sta facendo. Non sconvolgete l’intera città. Tutto questo per lui? E’ sbagliato”.
L’ondata di violenza avrebbe attratto individui anche da fuori città, secondo il governatore del Maryland.
“Ci sono molti agitatori che sono arrivati da varie parti del Paese – ha detto il governatore Larry Hogan -. Molte gang e gruppi di giovani sono scesi in strada solo per creare problemi. E’ un fenomeno diverso da quello dei cittadini che intendevano protestare pacificamente. E’ un peccato”.
I disordini erano cominciati dopo i funerali di Freddy Gray, 25 anni, morto il 19 aprile per la frattura delle vertebre cervicali una settimana dopo il suo arresto. Inchieste sono in corso sulle circostanze della morte: sei poliziotti sono stati sospesi dal servizio.