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Burundi: almeno 5 morti nelle proteste contro la ricandidatura di Nkurunziza


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Burundi: almeno 5 morti nelle proteste contro la ricandidatura di Nkurunziza

“No a un terzo mandato del presidente in carica e ad uno stravolgimento della costituzione”. È ciò che gridano i manifestanti in strada a Bujumbura in Burundi.

Obiettivo delle proteste sono Pierre Nkurunziza e la polizia. Le città sono messe a ferro e fuoco e ci sono già state diverse vittime, almeno cinque confermate.

Reduce da una violenta guerra civile terminata nel 2005, il piccolo Stato africano, terrà le proprie elezioni presidenziali il prossimo 26 giugno.

Diversi esponenti dell’opposizione sono stati arrestati, accusati di fomentare i disordini, ma uno dei leader non si lascia scoraggiare: “Il diritto di protestare è riconosciuto dalla costituzione. Quelli che protestano lo fanno contro la distruzione del diritto perpetrata dal presidente Nknurunziza e dal suo partito sabato scorso. Non possiamo accettare che questo paese segua le regole del partito al potere”.

È stato sabato infatti, che Nkurunziza è stato designato candidato presidenziale dal suo partito, una decisione che, secondo l’opposizione andrebbe contro quanto deciso negli accordi di pace che avevano messo fine alla guerra civile che ha insanguinato il paese sino al 2006. Una situazione di tensione che si è cercato di stemperare negli anni con la diplomazia. Con scarsi risultati.

Ogni storia può essere raccontata in molti modi: osserva le diverse prospettive dei giornalisti di Euronews nelle altre lingue.

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