ULTIM'ORA

ULTIM'ORA

Nepal: responsabile Unicef a euronews "operazione umanitaria a lungo termine"

Rafaële Tavernier, euronews: “Jean-Jacques Simon è il responsabile comunicazione dell’Unicef nel sud-est asiatico. Attualmente lei è a Kathmandu

Lettura in corso:

Nepal: responsabile Unicef a euronews "operazione umanitaria a lungo termine"

Dimensioni di testo Aa Aa

Rafaële Tavernier, euronews: “Jean-Jacques Simon è il responsabile comunicazione dell’Unicef nel sud-est asiatico. Attualmente lei è a Kathmandu. Quasi un milione di bambini sono stati colpiti dal terremoto, qual è la vostra principale preoccupazione?”

Jean-Jacques Simon, responsabile comunicazione dell’Unicef nel sud-est asiatico: “Ci sono decine di migliaia di bambini colpiti direttamente o indirettamente dal terremoto. Ci sono coloro che hanno perso le proprie case, in alcuni casi anche i genitori, e ora sono per strada notte e giorno. Quindi sono sorti molti campi di fortuna intorno alla capitale e nel resto del Paese. E naturalmente bisogna provvedere in maniera molto rapida ai rifornimenti di acqua, medicine, e anche di cibo per i più piccoli”.

euronews: “Quindi manca tutto. Pensa che gli aiuti umanitari internazionali stiano impiegando troppo tempo ad arrivare?”

Jean-Jacques Simon: “Impiegano il tempo che occorre, purtroppo. Entro le prossime ore è previsto l’arrivo di un carico Unicef, un aereo cargo con attrezzature, in particolare forniture mediche, tende, vaccini etc. Avevamo già delle attrezzature in loco, ma sufficienti ad appena 5000 famiglie nella zona di Kathmandu e in altre tre regioni. Ma bisogna fare molto di più, perché non si tratta di aiuti per un giorno, ma per diverse settimane. Queste persone si sono trovate in strada da un giorno all’altro e, ben inteso, risolveremo questa crisi umanitaria solo nel lungo termine”.

euronews: “Lei è a Kathmandu, dove le immagini raccontano un incubo. può descriverci la situazione intorno a lei e lo stato d’animo della popolazione?”

Jean-Jacques Simon: “Nella capitale solitamente regna il traffico, invece non c‘è traffico. La gente resta nei propri quartieri, le persone si aiutano a vicenda, perché in molti hanno perso le case e in qualche caso anche dei familiari. Non c‘è elettricità, l’accesso all’acqua potabile è difficile, la maggior parte dei negozi è rimasta chiusa e ci sono ancora scosse di assestamento. Cosa ci aspettiamo? Non si sa, ma l’ansia e l’apprensione per il futuro sono molto forti. Da parte nostra, le agenzie delle Nazioni Unite e gli altri partner devono organizzare bene il primo soccorso per poter aiutare rapidamente tutte quelle persone, partendo innanzitutto dai bambini nepalesi”.

Earthquake in Nepal and main aftershocks

Full screen(Source: USGS)