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Petrobras, lo scandalo corruzione trascina a fondo i conti

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Petrobras, lo scandalo corruzione trascina a fondo i conti

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Come fa il colosso statale dell’energia di un Paese che quasi galleggia sul petrolio a presentare perdite per oltre 6 miliardi e mezzo di euro? La risposta è da ricercarsi nell’enorme caso di corruzione e tangenti che da mesi scuote il mondo politico e industriale del Brasile.

E che mercoledì ha spinto Petrobras ad annunciare una maxi-svalutazione delle sue attività da 13,7 miliardi di euro. Di questi, 1,8 miliardi sono stati accantonati soltanto per le spese legali.

“Da oggi – ha detto il nuovo amministratore delegato Bendine, arrivato a febbraio – Petrobras garantirà nuovamente le normali relazioni con gli investitori, gli azionisti e i creditori in Brasile e negli altri Paesi”.

“Stiamo rimediando alle malefatte compiute con le risorse della compagnia, per adempiere agli obblighi nei confronti del mercato e della trasparenza che esso chiede e merita”, ha aggiunto.

Già perché, nell’ondata di arresti che aveva colpito i vertici dell’azienda e delle società appaltatrici gli investitori avevano messo in dubbio il valore reale di Petrobras.

A novembre i revisori di PricewaterhouseCoopers si erano rifiutati di certificarne i conti. Risultato: la compagnia, retrocessa dalle principali agenzie di rating, era stata tagliata fuori dai mercati del debito e rischiava addirittura il default.

Mercoledì, con i conti finalmente certificati e la svalutazione, è cominciato il lungo cammino di Petrobras verso la redenzione.