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Cervello e muscoli, il mix del perfetto astronauta

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Cervello e muscoli, il mix del perfetto astronauta

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Nello spazio corpo e cervello hanno bisogno di adattarsi alle nuove condizioni. Gli astronauti possono andare incontro a problemi di equilibrio e

Nello spazio corpo e cervello hanno bisogno di adattarsi alle nuove condizioni. Gli astronauti possono andare incontro a problemi di equilibrio e coordinazione, problemi che possono in qualche modo compromettere il loro lavoro. Sensazioni che spesso si manifestano anche al loro rientro sulla Terra.

Sono necessari allenamento e preparazione psico-fisica. Anche molto pesanti. Presso il Centro Astronautico Europeo Euronews ha incontrato con l’astronauta Thomas Pesquet e il suo allenatore André Rosenberger per scoprire come mettersi in forma per una missione nello spazio.

Thomas si prepara ad una missione spaziale prevista per il prossimo anno, ora deve seguire un piano di allenamento ben specifico, come ci spiega il suo coach: “Ci sono muscoli speciali su cui lavorare, in particolare i muscoli antigravitazionali, ci concentriamo sui muscoli delle gambe e su quelli della schiena”.

Il regime è suddiviso tra pesi e lavoro aerobico, per aumentare la massa muscolare e mantenere la massa ossea, per cercare di avere la migliore forma fisica anche al rientro. “Dopo sei mesi nello spazio si perdono massa corporea, massa ossea, e anche equilibrio”, spiega Thomas.

Tra i sintomi più spiacevoli c‘è la nausea spaziale, una sorta di mal di mare cosmico, che può colpire gli astronauti a volte in modo grave.

Thomas Pesquet

Thomas Pesquet partirà per una missione di sei mesi sulla Stazione spaziale internazionale a partire da novembre 2016. Nato a Rouen, in Francia, nel 1978, è cintura nera di judo e ha una passione la mountain bike, il kite surf, lo sci e l’alpinismo. Nel 2001, ha conseguito un master presso l‘École nationale supérieure de l’Aéronautique et de l’espace a Tolosa, specializzandosi in sistemi spaziali e di meccanica del veicolo spaziale. Tra il 2002 e il 2004, ha lavorato presso l’agenzia spaziale francese, CNES, come ingegnere di ricerca sull’autonomia nelle missioni spaziali.