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A cento anni dallo sbarco di Gallipoli, si celebra la riconciliazione

Con l’avvicinarsi del centenario dello sbarco di Gallipoli, nella penisola turca sono iniziate le celebrazioni per commemorare una delle più

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A cento anni dallo sbarco di Gallipoli, si celebra la riconciliazione

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Con l’avvicinarsi del centenario dello sbarco di Gallipoli, nella penisola turca sono iniziate le celebrazioni per commemorare una delle più sanguinose campagne della Prima guerra mondiale.

Paesi un tempo nemici sono oggi alleati. I nipoti dei veterani che cento anni fa si combattevano, camminano oggi fianco a fianco tra le tombe dei caduti.

“Nel 1990 ho accompagnato in questo cimitero mio nonno e all’epoca non ero riuscito a convincerlo a stringere la mano di un veterano australiano. Non ne voleva sapere – racconta il turco Halil – Oggi, invece, posso rendere omaggio ai caduti di entrambe le parti insieme al nipote di un soldato australiano”.

“Condividiamo una storia comune. A dispetto del colore della divisa, la paura della guerra, il dolore della guerra e tutti i suoi orrori sono avvertiti da entrambe le parti – racconta l’australiano Bruce – Di certo, venendo qui, capiamo che la sofferenza della guerra va al di là dei confini di una nazione. E penso che la storia più bella della campagna di Gallipoli sia la storia della riconciliazione tra antichi nemici”.

Le forze franco-britanniche, sostenute dai corpi australiani e neozelandesi, sbarcarono sulle coste dei Dardanelli il 25 aprile 1915.
La disastrosa offensiva contro l’Impero ottomano costò più di 130mila morti.