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SportAccord, Vizer: "Il mondo dello sport deve essere ripulito"

Il Cio starebbe facendo di tutto per impedire a SportAccord di organizzare in autonomia le proprie manifestazioni multisportive. E’ l’accusa

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SportAccord, Vizer: "Il mondo dello sport deve essere ripulito"

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Il Cio starebbe facendo di tutto per impedire a SportAccord di organizzare in autonomia le proprie manifestazioni multisportive.

E’ l’accusa lanciata da Marius Vizer, numero uno dell’associazione che raggruppa quasi cento federazioni sportive internazionali, a Thomas Bach, presidente del Comitato Olimpico Internazionale. Le parole di Vizer hanno causato un terremoto. Immediate le reazioni.

La federazione internazionale di atletica ha annunciato la sua intenzione di sganciarsi da SportAccord e moltre altre hanno espresso il loro disappunto per lo strappo con il Cio. Il nostro corrispondente Joe Allen ha incontrato Vizer a Sochi, dove è in corso il summit di SportAccord.

Presidente Vizer, le sua parole hanno avuto un effetto dirompente. Lei ha accusato senza mezzi termini il Comitato Olimpico Internazionale e il suo presidente Thomas Bach di mettervi i bastoni tra le ruote. Perché l’ha fatto? E perché proprio ora?

Il mio discorso era rivolto al mondo dello sport in generale, non a una singola persona o a un’organizzazione in particolare. Ho solo detto come stanno le cose. Il Comitato Olimpico, considerato la più grande organizzazione sportiva, pretende di dettare legge nel mondo dello sport, di tutti gli sport. Riconosco l’importanza dei Giochi Olimpici, ma è ora di riconoscere che esiste un sistema al di là delle Olimpiadi.

Tra gli atleti e le loro aspirazioni olimpiche ci sono di mezzo le varie federazioni sportive. Sono una parte del problema o la soluzione?

Faccio parte di questa famiglia da anni. Nel mio discorso introduttivo ho dato voce al pensiero di tante federazioni internazionali. Ma il Comitato Olimpico, invece di entrare nel merito della questione e di proporre soluzioni alternative per risolvere i problemi, ha preferito fare pressione sulle federazioni affinché prendessero le distanze da SportAccord. Non è stata una mossa corretta.

Non mi importa quali possono essere le conseguenze per me personalmente, ho detto quello che detto per il bene dello sport. Sono aperto al dialogo, possiamo sederci e parlare per provare a cambiare tutto quello che non funziona nel nostro mondo. E’ necessario per il bene degli atleti e della società stessa, perché in fondo è la società a beneficiare dello sport gestito dalle federazioni internazionali con il supporto del Comitato Olimpico.

Subito dopo il suo discorso la Federazione Internazionale di Atletica ha deciso di lasciare SportAccord, mentre altre federazioni hanno sottoscritto una lettera in cui prendono le distanze dalle sue parole. Si aspettava una reazione del genere? Qualcuno le ha espresso solidarietà?

Non ne no bisogno perché mi sono limitato a dire la verità. Il mondo dello sport funziona esattamente come ho spiegato nel mio discorso, non mi sono inventato niente. Bisogna fare una distinzione tra le persone che vivono per lo sport e le persone che usano lo sport solo per trarne benefici personali.

Per queste ultime è conveniente difendere lo status quo e, di conseguenza, il Comitato Olimpico con la sua organizzazione tentacolare. Si tratta di rispondere a una domanda molto semplice: vogliamo scoperchiare il sistema o fare finta di niente?

Lei è stato rieletto per quattro anni dalle federazioni internazionali. Come agirà se alcune di loro decideranno di uscire da SportAccord seguendo l’esempio della Federazione Internazionale di Atletica? Quali sarebbero le conseguenze per lei e per SportAccord?

Sono stato un soldato, non ho avuto una vita facile e quindi sono abituato ad avere sempre un’alternativa pronta. Il messaggio finale del mio discorso introduttivo è che siamo solo alla fine del primo tempo. Sono pronto a giocare il secondo, non solo a parole ma con strategie e azioni concrete.

Lei ha menzionato l’impressionante somma di 450 milioni di dollari spesa per la creazione di un canale televisivo dedicato alle Olimpiadi. I suoi contrasti con Bach sembrano legati essenzialmente ai soldi.

Il problema è quello di ripulire il sistema e renderlo equo per il bene dello sport. Non ci serve un sistema che difende se stesso o uno specifico gruppo di leader, non ne abbiamo bisogno, lo sport non ne ha bisogno. Non mi interessa se alcuni hanno timore di esprimere certe opinioni, io l’ho fatto. Quello che ci serve sono leader che abbiano una visione più equa dello sport e che siano da esempio con il loro atteggiamento e le loro iniziative.