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Mosca "tenta" Atene col gas, Tsipras incontra il numero uno di Gazprom

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Mosca "tenta" Atene col gas, Tsipras incontra il numero uno di Gazprom

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La Grecia è alla canna del gas? Non ancora ma, a giudicare dall’incontro tra il premier Alexis Tsipras ed il numero uno di Gazprom Alexei Miller, si sta decisamente avvicinando. Il gas in questione è proprio quello del gigante statale russo, il quale, dopo lo stop al progetto South Stream da parte di Bruxelles, punta le sue carte sul nuovo piano voluto da Vladimir Putin in persona: far transitare il combustibile diretto verso l’Europa in un nuovo gasdotto (ribattezzato Turkish Stream) attraverso Turchia e Grecia.

“Il progetto potrebbe essere realizzato attraverso un consorzio Russia-Europa, ci sono delle compagnie europee interessate a Turkish Stream”, ha dichiarato Miller. “Sarà realizzato rigorosamente in conformità con la legislazione europea e, a questo proposito, vorrei sottolineare che il tema non ha mai costituito un problema per noi”, ha concluso. Il riferimento è alle norme del Terzo Pacchetto Energia dell’Unione europea, che vieta ai produttori di gas di possedere anche i gasdotti.

Il nuovo progetto punterebbe a creare una sorta di hub al confine tra Grecia e Turchia. Costo della parte greca: 2 miliardi di euro, con Gazprom pronta a garantire il passaggio di 47 miliardi di metri cubi di gas l’anno.

“Il governo greco ha urgentemente bisogno di denaro e sembra determinato a cercare fondi da ogni sorgente disponibile”, spiega la nostra inviata ad Atene Symela Touchtidou. Ed è qui che la crisi geopolitica tra Russia e Occidente si fonde con quella del debito tra Atene e l’Europa. Secondo voci di corridoio, Mosca avrebbe offerto alla Grecia una boccata di ossigeno: un anticipo di oltre 3 miliardi di euro sui diritti di transito del gas.

“Sarebbe una cosa senza precedenti per la Russia pagare una somma di denaro in anticipo per un progetto che ha davanti a sè un certo numero di ostacoli ed è ben lontano dalla messa in pratica…”, commenta Konstantinos Filis, numero uno dell’Istituto per le Relazioni Internazionali. “Se davvero la Russia intende concedere denaro in maniera inscriminata, potete stare sicuri che in futuro chiederà qualcosa in cambio”, aggiunge.

Il tempo, però, è un lusso che la Grecia non si può permettere. I negoziati con i partner europei per sbloccare l’ultima tranche di aiuti sono ancora in alto mare. Le scadenze di ripagamento nei confronti del Fondo monetario incombono. E il rischio default si fa sempre più vicino.