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Speed: Hamilton vince anche in Bahrain, Valentino re d'Argentina

Bentornati a Speed. Il Mondiale di Formula 1 è entrato nel vivo. Non è più il missile imprendibile dell’anno scorso, ma la Mercedes si conferma

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Speed: Hamilton vince anche in Bahrain, Valentino re d'Argentina

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Bentornati a Speed. Il Mondiale di Formula 1 è entrato nel vivo. Non è più il missile imprendibile dell’anno scorso, ma la Mercedes si conferma ancora un passo avanti a tutti. Nel deserto, sotto i riflettori, Lewis Hamilton domina il Gran Premio del Bahrain e conquista la terza vittoria dell’anno in quattro gare.

In casa Ferrari Kimi Raikkonen ruba la scena a Sebastian Vettel. Il finlandese chiude in seconda posizione superando nel finale Nico Rosberg, rallentato da un guaio ai freni. Vettel, costretto a fare una sosta in più per cambiare il musetto danneggiato dopo un fuori pista, si deve accontentare del quinto posto, preceduto anche dalla Williams di Bottas.

Hamilton consolida il suo primato nellla classifica piloti: l’inglese comanda con 93 punti, seguito da Rosberg con 66 e Vettel con 65. Mercedes in fuga nella classifica costruttori: la scuderia tedesca sale a 159 punti, la Ferrari è seconda a quota 107.

Hamilton-Rosberg, c’eravamo tanto amati

La Ferrari è tornata a far sognare i suoi tifosi dopo un 2014 da incubo. La macchina da battere però resta ancora la Mercedes. Hamilton e Rosberg continuano a brillare in pista, ma fuori dall’abitacolo nell’ultimo anno i due non si sono risparmiati veleni e frecciate.

“Non possiamo essere amici”. Rosberg riassume così la rivalità con il compagno di squadra e campione del mondo che ha infuocato lo scorso Mondiale di Formula 1 e promette scintille anche quest’anno.

Le prime incrinature nel rapporto tra i due risalgono giusto a un anno fa, dopo il duello serrato nel Gran Premio del Bahrain. Da lì comincia una serie di pepati botta e risposta a mezzo stampa, intervallata da brevi riappacificazioni. A Spa il punto di non ritorno: Rosberg tampona Hamilton, costringendo il compagno al ritiro. E’ l’inizio della guerra fredda in Mercedes.

Eppure c‘è stato un tempo in cui i due erano amici. Erano i tempi delle prime gare sui kart, quando Nico e Lewis erano ancora dei ragazzini ma già si davano battaglia in pista. Sono cresciuti assieme e assieme sono arrivati in Formula 1. Ma con la migliore macchina a disposizione e il titolo mondiale a portata di mano l’amicizia non poteva durare.

MotoGP: Rossi re in Argentina

Valentino ci ha preso gusto. Il nove volte campione del Mondo trionfa alla sua maniera in Argentina nella terza prova del Motomondiale e conferma di attraversare una seconda giovinezza. Come più volte in passato, Rossi si mette alle spalle i problemi delle qualifiche e in gara si trasforma.

Il numero 46 scatta dall’ottava posizione ma comincia subito a passare gli avversari uno dopo l’altro. A tre giri dal termine Valentino è incollato a Marquez. Dopo qualche curva di studio Valentino prova il sorpsso, Marquez resiste e i due si toccano. A farne le spese è lo spagnolo, costretto a ritirarsi. Sul podio con Rossi salgono Dovizioso e Crutchlow, quarto Iannone. Solo quinto un Lorenzo sempre più in crisi.

Un Laureus per Ricciardo: il pilota australiano è la rivelazione del 2014

Il 2014 è stato l’anno di Daniel Ricciardo. L’australiano al volante della Red Bull ha vinto le sue prime gare in Formula 1 ed è stato l’unico pilota in grado di scalzare le Mercedes dal gradino più alto del podio. Un’impresa che ha convinto la giuria dei Laureus Award ad assegnarli il premio di rivelazione dell’anno.

Ha battuto la concorrenza di Mario Gotze e James Rodriguez, protagonisti dell’ultimo Mondiale. Ma anche del tennista Marin Cilic, della squadra svizzera di Davis e della sciatrice Mikaela Shiffrin.

Nel suo 2014 da sogno Ricciardo da pilota semisconosciuto si è trasformato nell’unico avversario in grado di scalfire il dominio Mercedes. Nel primo anno con la Red Bull ha vinto 3 gare, surclassato un compagno di squadra ingombrante come Sebastian Vettel e chiuso al terzo posto della classifica piloti.

L’australiano, di chiare origini italiane, è il quarto pilota di Formula 1 a vincere il Laureus Award come rivelazione dell’anno dopo Montoya, Hamilton e Button.