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Cipro: il voto nel Nord e la voglia di riunificazione

Il voto della comunità turca nel Nord potrebbe aprire la strada alla ripresa dei colloqui di pace a Cipro, sospesi da sei mesi per la diatriba sulle

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Cipro: il voto nel Nord e la voglia di riunificazione

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Il voto della comunità turca nel Nord potrebbe aprire la strada alla ripresa dei colloqui di pace a Cipro, sospesi da sei mesi per la diatriba sulle riserve di gas in mare.

Secondo il consigliere speciale delle Nazioni Unite sull’isola, Espen Barth Eide, non c‘è alcun ostacolo a una rapida ripresa dei negoziati dopo le elezioni presidenziali.

Cipro è divisa dal 1974, quando la Turchia invase il nord in risposta a un colpo di Stato militare sostenuto dal governo greco. Da allora i turco-ciprioti controllano un terzo dell’isola nel nord e i greco-ciprioti il sud.

L’Onu stima che 165.000 greco-ciprioti sono fuggiti o sono stati espulsi dal nord e 45.000 turco-ciprioti dal sud.

Nel novembre dello scorso anno, i turco-ciprioti hanno celebrato il 31° anniversario della nascita, nel 1983, della Repubblica turca di Cipro del Nord, riconosciuta, però, solo da Ankara.

Un riconoscimento sufficiente a dar vita a una divisione lunga oltre 40 anni, nel corso dei quali le divergenze si sono sommate.

Nell’aprile del 2004, un piano proposto dall’allora segretario generale dell’Onu, Kofi Annan, è stato sottoposto a referendum. Il voto ha visto l’approvazione dei turco-ciprioti, ma è stato respinto dai greco-ciprioti. E l’isola, divisa, nel maggio del 2004 entra a far parte dell’Unione europea.

L’abbattimento di un muro nel cuore di Nicosia, quello che separava la Repubblica di Cipro dalla zona cuscinetto delle Nazioni Unite, simbolo della divisione, ha fatto riprendere vigore alle speranze di pace nel marzo del 2008.

Nel febbraio 2014 la questione è sembrata prossima alla svolta: i leader delle comunità greca e turca di Cipro, Nicos Anastasiades e Derviş Eroğlu, hanno espresso, in una dichiarazione congiunta, la volontà di riunificare l’isola.

Volontà arenatasi al largo dei giacimenti di gas. I negoziati sono stati interrotti lo scorso ottobre con la disputa sulle riserve di idrocarburi nelle acque cipriote. I greco-ciprioti hanno accusato la Turchia di condurre attività di esplorazione nelle loro acque territoriali.

Gli ultimi mesi sono stati segnati dallo stallo, fino a quando la Turchia non ha ritirato la sua nave oceanografica dalle acque di Cipro. E ora entrambe le parti sembrano pronte a proseguire i negoziati verso la creazione di una Repubblica federale