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Ttip, il lungo negoziato

L’Unione europea e gli Stati Uniti stanno negoziando il cosiddetto “Ttip” (Transatlantic Trade and Investment Partnership) che dovrebbe creare la zona di libero scambio più grande del mondo e che – si

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Ttip, il lungo negoziato

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L’Unione europea e gli Stati Uniti stanno negoziando il cosiddetto “Ttip” (Transatlantic Trade and Investment Partnership) che dovrebbe creare la zona di libero scambio più grande del mondo e che – si dice – porterà maggiore ricchezza a entrambi. http://trade.ec.europa.eu/doclib/press/index.cfm?id=877

Negli ultimi tempi, però, aumentano le voci critiche. La maggior parte delle quali mette in dubbio i supposti benefici economici dell’accordo. Oltre ai dubbi di Ong e cittadini che temono un abbassamento degli standard di protezione su alimenti, prodotti farmaceutici, servizi sanitari, ma anche un peggioramento dei diritti del lavoro, negli ultimi mesi sono apparsi perplessi anche alcuni esecutivi Ue. Tra questi soprattutto Francia e Germania.

A destare preoccupazione è anche la previsione di aspetti come la cosiddetta clausola di protezione degli investimenti (“investor-state settlement dispute clauses” http://en.wikipedia.org/wiki/Investor-state_dispute_settlement), che nel prevedere arbitrati tra Stati e multinazionali, potrebbe difatto arrivare a tutelare gli interessi delle grandi compagnie internazionali su quelli dei singoli Paesi.

Iniziati nel luglio del 2013 i negoziati procedono, anche se a rilento. L’opposizione di Parigi e Berlino potrebbe ora farli naufragare completamente. Il mandato per negoziare il TTIP è stato, infatti, consegnato alla Commissione Ue all’unanimità da tutti gli Stati membri. Jean Claude Juncker ha ventilato l’ipotesi di un rinnovo del mandato attraverso un nuovo voto del Consiglio. Se Parigi e Berlino manterranno la posizione attuale, i negoziati potrebbero essere archiviati del tutto.

Perché la Ue dovrebbe fare un accordo commerciale con gli Usa?

Da anni si parla di un possibile accordo commerciale tra Europa e Stati Uniti, ma è con la crisi economica nel 2008 che il dossier si è messo concretamente in moto.

Decisiva è stata la riflessione degli esecutivi comunitari sulla possibilità di far crescere le due economie senza bisogno di investimenti, ma semplicemente eliminando del tutto le barriere commerciali in modo da rendere più facile e semplice lo scambio di beni e servizi.


Quali sono i benefici del TTIP?

Secondo il Centre for Economic Policy Research”:http://trade.ec.europa.eu/doclib/docs/2013/september/tradoc_151787.pdf, dalla rimozione di dazi e tariffe l’economia europea avrebbe benefici pari a 119 miliardi all’anno, 95 miliardi di euro annui per gli Stati Uniti.

Quali sono i punti più controversi?

Bruxelles e Washington presentano, però, culture profondamente diverse rispetto ad alcuni aspetti. E farle convergere non sarà semplice.

Un’area di libero scambio tra i due blocchi, ad esempio, implica che Usa e Ue trovino un accordo anche sulla regolamentazione degli Ogm.

La Ue ha sugli Organismi Geneticamente Modificati una legislazione molto severa e finora ha approvato soltanto “58 Ogm”.: http://ec.europa.eu/food/dyna/gm_register/index_en.cfm
Gli Stati Uniti, al contrario, sono il maggior produttore di colture Ogm al mondo.

Ci sono poi dubbi sulla qualità dei prodotti in arrivo nelle case europee. Usa e Ue partono anche da approcci diametralmente opposti sulla tutela della salute dei propri consumatori. Se l’Europa non approva la vendita o l’utilizzo di specifiche sostanze e prodotti fin quando non è esclusa la pericolosità per la salute umana, gli Stati Uniti agiscono al contrario. Tutto può essere messo in vendita fino a quando non viene dimostrata la nocività per la salute umana.

Un esempio, portato da molte Ong, come Green Peace è dato dalla qualità della carne che arriva sulle tavole statunitensi. Negli Usa, ad esempio i polli possono essere disinfettati con il cloro, pratica che in Europa è vietata.


http://www.greenpeace.org/eu-unit/en/News/2016/TTIP-Q-and-A-unpacking-EU-US-trade-talks/

Quali sono le altre fonti di preoccupazione?

A complicare il quadro, anche i dubbi sulla trasparenza dei negoziati condotti a porte chiuse tra negoziatori della Commissione Ue e del Dipartimento al Commercio Usa.

Dopo le polemiche le due parti hanno mitigato la segretezza dei negoziati, non abbastanza però per Ong e cittadini.
“:http://trade.ec.europa.eu/doclib/press/index.cfm?id=1231.

In modo particolare la Commissione Juncker ha iniziato a pubblicare sul proprio sito i testi delle proposte europee in materia di competitività, sicurezza alimentare, piccole e medie imprese e dispute tra governi. Restano, però, secretati i documenti contenenti le proposte degli Usa.

I critici del Ttip dicono poi che se nel Trattato fossero inclusi anche i servizi finanziari, questo spingerebbe a integrare la regolamentazione. Washington non vuole, mentre in questo caso è l’Europa che spinge.
Altri timori riguardano l’impatto che una eventuale liberalizzazione avrebbe sull’industria europea del cinema. La Commissione, accogliendo le obiezioni della Francia, ha detto che l’audio-visivo sarà escluso dall’accordo.

Dopo l’annuncio del fallimento dei negoziati sul TTIP tra Usa e Ue da parte del Vice della Cancelliera Merkel, Sigmar Gabriel, la parola fine non è ancora stata scritta.