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Avrebbero gettato in mare 9 profughi durante traversata. Arrestati 15 migranti

Una disputa scoppiata sul barcone dei migranti, forse con motivazioni religiose, dall’epilogo tragico. Quindici persone sono state poste in stato di

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Avrebbero gettato in mare 9 profughi durante traversata. Arrestati 15 migranti

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Una disputa scoppiata sul barcone dei migranti, forse con motivazioni religiose, dall’epilogo tragico. Quindici persone sono state poste in stato di fermo dalla polizia giudiziaria di Palermo con l’acussa di aver gettato in mare altri 9 migranti.

Secondo le prime testimonianze raccolte tra le 105 persone tratte in salvo dalla Guardia Costiera a bordo di un gommone salpato dalle coste libiche, tutto sarebbe nato dallla disputa tra un gruppo di musulmani e una minoranza di migranti cristiani. Questi ultimi, provenienti da Nigeria e Ghana, sarebbero stati prima minacciati e poi gettati in mare aperto.

In manette sono finiti 15 ivoriani, malesi e senegalesi, ora accusati di omicidio plurimo, aggravato dall’odio religioso.

L’episodio è solo uno tra i tanti di questo genere di cui si ha testimonianza nel quadro del fenomeno degli sbarchi clandestini verso le coste italiane. Ma più spesso a finire in manette per aver spinto fuori dalle imbarcazioni di fortuna alcuni dei migranti, sono i cosiddetti scafisti: persone alla guida dei barconi che, come dimostrato da indagini della magistratura oltre che da inchieste giornalistiche, sono spesso l’ultimo anello nella catena del traffico di esseri umani.

In questi giorni, dopo i dati sconcertanti forniti dalle Capitanerie di Porto secondo le quali oltre 10.000 persone sono state tratte in slavo nel Mediterraneo in una manciata di giorni, prende sempre più piede un dibattito sulla necessità di una risposta a livello europeo al fenomeno dei flussi migratori attraverso il Mediterraneo.