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Migranti, Ong e Onu accusano l'Ue di negligenza

Cresce il numero di chi, tra Ong e organizzazioni internazionali, accusa l’Europa di negligenza nella gestione della politica migratoria e

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Migranti, Ong e Onu accusano l'Ue di negligenza

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Cresce il numero di chi, tra Ong e organizzazioni internazionali, accusa l’Europa di negligenza nella gestione della politica migratoria e dell’accoglienza di rifugiati. Sotto attacco è soprattutto Triton, il programma per il controllo delle frontiere, pensato più per fermare gli arrivi che per soccorrere i migranti.

“Se guardiamo alle cifre globali. L’86% dei rifugiati resta nella regione di origine” spiega Vanessa Saenen dell’Agenzia Onu per i rifugiati “Si tratta di regioni povere. Come l’Asia e l’Africa. Nel caso specifico dei rifugiati siriani è appena il 4-5% di questi che arriva in Europa. Un Paese come il Libano da solo ha accolto molti più rifugiati dell’intera Unione europea”.

Divisa in 28 approcci diversi, tra Paesi più esposti e sensibili alla questione migratoria- come Italia e Grecia- e altri meno, l’Unione europea si trova in una fase complessa. A maggio, è attesa la pubblicazione della cosiddetta agenda sull’immigrazione della Commissione europea. Un testo, che per la direttrice dell’ufficio di Bruxelles di Amnesty International rischia di rivelarsi inutile in assenza di un cambiamento di approccio.

“Onestamente l’agenda sull’immigrazione rischia di essere inutile a meno che non vengano individuate cause specifiche da risolvere, con attenzione soprattutto al salvataggio dei migranti nel Mar Mediterraneo” spiega Iverna McGowan “Dobbiamo anche riconoscere che le attuali politiche europee sono il risultato di quella che chiamiamo la ‘Fortezza Europa’. La creazione di barriere e muri spinge le persone a fuggire in mare. Ecco perché c‘è bisogno di aumentare i programmi per il reinsediamento dei migranti, ma anche adottare un approccio globale mentre si riforma la politica europea sull’immigrazione”.

Dalle Ong anche la denuncia sul forte incremento nel numero dei morti tra i migranti in fuga attraverso il Mediterraneo rispetto ai dati già drammatici del 2014. In appena 4 mesi le vittime, infatti, sarebbero già circa 900.