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Alla Corte costituzionale la legge ucraina sull'epurazione


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Alla Corte costituzionale la legge ucraina sull'epurazione

Centinaia di ucraini hanno manifestato davanti alla sede della Corte costituzionale a favore della legge sull’epurazione in vigore da un anno e mezzo.

Le norme prevedono la rimozione di chiunque in passato abbia avuto ruoli nel governo precedente, e sono attaccate a testa bassa dall’opposizione.

Per il partito dell’ex presidente Yanukovic si tratta di una legge chiaramente incostituzionale.

“Ci sono elementi che indicano una violazione della Costituzione dell’Ucraina. La cosiddetta legge d’epurazione non tiene conto del principio della presunzione di innocenza”.

Al ricorso in sede di Corte costituzionale si è arrivati dopo una iniziativa di 47 deputati dell’opposizione e della Corte suprema.

Sostenitore della riforma il ministro della Giustizia di Kyev, il quale si dice semmai scettico sul fatto che i giudici della Corte possano dare luce verde a una legge che comporterebbe l’epurazione anche per alcuni di loro.

L’Ucraina divisa dalla guerra civile travolge così anche le istituzioni, brandite come arma di lotta politica.

“La Corte ha avviato il controllo di costituzionalità della legge d’epurazione dopo sei mesi dalla sua entrata in vigore. In questo periodo circa 500 ufficiali del passato governo sono stati rimossi, ed altri 1500 si sono dimessi volontariamente”.

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