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Crisi Russia-Ucraina, effetto contagio in Georgia

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Crisi Russia-Ucraina, effetto contagio in Georgia

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L’anno scorso il Pil della Georgia era cresciuto del 4,7%. Quest’anno, se si arriverà al 3%, sarà un miracolo. Parola degli analisti, che certificano la frenata dell’ex repubblica sovietica troppo dipendente dalla tempesta finanziaria in corso nella regione. La crisi geopolitica tra Russia e Ucraina ed il crollo del rublo pesano sull’economia e sulla valuta di Tblisi. Senza contare le variabili interne.

“Il problema principale è il cambiamento di politica economica del governo”, afferma Roman Gotsiridze, ex numero uno della banca centrale. “Da una liberale e basata sulla deregolamentazione ad una più regolata e con un peso maggiore dello Stato. Questo ha portato delle difficoltà economiche”, aggiunge.

Le associazioni di categoria puntano il dito contro le tante nuove leggi ostili alle imprese. Ma la crisi geopolitica in atto sta strozzando esportazioni, -30% rispetto all’anno scorso, flussi di capitali, investimenti e turismo.

“Molte piccole imprese chiuderanno”, dice un venditore di jeans. “Credo che saranno tante le piccole imprese a scomparire in Georgia. Se questa situazione si protrarrà per più di sei mesi, le piccole imprese non sopravviveranno”, conclude.

Da novembre la moneta della Georgia, il lari, ha perso quasi il 20% del suo valore sul dollaro. Abbastanza per preoccupare la banca centrale, che teme effetti inflazionistici. Ma non abbastanza per mantenere la competitività delle merci georgiane, a fronte di cali maggiori nelle valute dei Paesi vicini.