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Turchia: aperto il processo per la strage mineraria di Soma


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Turchia: aperto il processo per la strage mineraria di Soma

Aperto, ma subito aggiornato e rinviato in Turchia, il processo per la catastrofe mineraria dello scorso anno a Soma.

È qui che 301 minatori hanno perso la vita. Alla sbarra 45 imputati, fra cui otto dirigenti del gruppo che gestiva la miniera accusati di aver deliberatamente trascurato ogni misura di sicurezza a tutela degli operai.

“Non ci sono parole per esprimere il nostro dolore”, dice la parente di una delle vittime. “Ho un altro figlio che continua a lavorare sottoterra. Ogni giorno sono in ansia perché non so se lo vedrò tornare a casa”.

La sicurezza è la pietra angolare del processo. Per molti esperti sono le mancanze dell’azienda in questo settore alla base della tragedia: “Voglio che l’ispettore respnsabile dei controlli sia punito. È una vergogna. Ci sono quattro bambini che a casa aspettano il padre. Che cosa posso dire loro?”, dice un uomo.

L’udienza si è aperta nella città di Akhisar a una quarantina di chilometri dal luogo della tragedia.

Per ragioni di sicurezza il giudice aveva stabilito che gli otto dirigenti del gruppo Soma Komur fornissero le rispettive dichiarazioni in videoconferenza da Smirne, dove sono detenuti. Una cosa che ha indignato la folla di fronte al tribunale, tanto da spingere la corte a cambiare idea. Il processo è stato quindi posposto proprio per permettere agli imputati di essere presenti in aula.

Ogni storia può essere raccontata in molti modi: osserva le diverse prospettive dei giornalisti di Euronews nelle altre lingue.

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