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Delude l'iniziativa cittadina: la burocrazia spegne la democrazia diretta

Per sollecitare cambiamenti legislativi bisogna raccogliere almeno un milione di firme in sette paesi, ma le ong denunciano procedure complesse che scoraggiano i cittadini. In tre anni approvate solo

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Delude l'iniziativa cittadina: la burocrazia spegne la democrazia diretta

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L’obiettivo era di dare piu’ voce ai cittadini in Europa per permettere di influenzare il processo legislativo, ma a tre anni dalla sua creazione il bilancio dell’ iniziativa cittadina è deludente, come denunciano le ong, riunite a Bruxelles dal comitato economico e sociale.

Point of view

E' un processo molto farraginoso, con molti vincoli legali. Ogni stato membro chiede ai firmatari dell'iniziativa cittadina cose diverse

Sono necessarie almeno un milione di firme da sette paesi europei per suggerire un cambiamento legislativo, per Sophie von Hatzfeldt, la portavoce dell’ong Democracy International, “è un processo molto farraginoso, con molti vincoli legali. Ogni stato membro chiede ai firmatari cose diverse, quindi è come preparare 28 campagne diverse piuttosto che un’unica campagna europea”

Su 51 iniziative cittadine lanciate in 3 anni, 7 sono ancora in corso, 22 non hanno raggiunto il numero di firme o sono state chiuse, 20 sono state respinte perché fuori dalle competenze della Commissione, solo due sono state accettate ma non hanno modificato alcuna legge.

L’iniziativa Stop alla vivisezione contro la sperimentazione sugli animali sarà la prossima ad essere esaminata.

Sottolinea il suo promotore Adriano Varrica: “Bisogna veramente capire se si vuole uno strumento di partecipazione diretta dei cittadini o solo uno strumento per far partecipare i cittadini al dibattito politico”

Replica Frans Timmermans, vice-Presidente della Commissione: “Siamo molto attenti alle iniziative dei cittadini e cerchiamo di cambiare le regole che non soddisfano i cittadini nella misura del possibile. Ma la Commissione europea non è obbligata a prendere delle misure legislative”

La Commissione europea propone piccole modifiche alle procedure ma è sull’efficacia e l’impatto delle prossime iniziative cittadine che si giocherà la credibilità di questo strumento di democrazia partecipativa.