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"In the Crosswind"

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"In the Crosswind"

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Racconto appassionato che ha preteso 3 anni di lavoro ‘In the Crosswind’ è un bel film molto puntuale che ha coinciso con l’annessione della Crimea

Racconto appassionato che ha preteso 3 anni di lavoro ‘In the Crosswind’ è un bel film molto puntuale che ha coinciso con l’annessione della Crimea da parte della Russia.

Questo non è che un requiem in bianco e nero per i popoli baltici che vennero deportati in Siberia da Stalin, il film propone inoltre un viaggio visivo unico. Adottando una scelta cinematografica coraggiosa il regista estone Martti Helde ha deciso di girare la maggior parte del film con la tecnica dei “tableau vivant” in cui le figure degli attori restano sulla scena mentre la telecamera gira fra loro.

La storia nasce dal carteggio autentico fra una donna estone deportata e suo marito. Su queste lettere si basa lo schema narrativo.

Il regista spiega la sua scelta stilistica evocando una frase di una delle lettere che recita cosi’: “Mi sento come se il tempo si fosse fermato, qui in Siberia”

Il dialogo è assente, regna invece una colonna sonora inquietante composta da musica drammatica, suoni di sottofondo e mormorii sordi che creano un senso di intimità con i personaggi.

Ecco una scomessa coraggiosa per un giovane regista di talento, ‘In the Crosswind’ è un film che non avete mai visto prima, spero che potrete apprezzarlo, arrivederci