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Kenya tra lutto e risposta militare in Somalia dopo massacro Garissa

Mentre i familiari delle vittime della strage di Garissa affrontano il trauma del riconoscimento dei corpi, aumenta l’incertezza sui raid aerei del

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Kenya tra lutto e risposta militare in Somalia dopo massacro Garissa

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Mentre i familiari delle vittime della strage di Garissa affrontano il trauma del riconoscimento dei corpi, aumenta l’incertezza sui raid aerei del Kenya contro le postazioni di Al-Shabaab in Somalia. Secondo alcuni testimoni i bombardamenti dell’aviazione di Nairobi non avrebbero colpito alcun campo jihadista, come sostenuto dalle forze armate.

Intanto i familiari continuano ad affluire all’università dove si è consumato il massacro di cento quarant’otto persone.

“Dio ha scelto mia nipote. L’ho sempre appoggiata, le ho sempre dato conforto per i suoi studi. Da lei dipendeva anche il futuro dei suoi fratelli, che vedevano in lei un esempio e uno stimolo”.

Un attacco rivendicato dalle milizie islamiche somale Al Shabaab che, secondo la ricostruzione dei fatti, avrebbero separato gli studenti cristiani da quelli musulmani, lasciati andare, prima di sparare sulla folla degli studenti. Il Kenya ha schierato l’esercito nella vicina Somalia dal 2011, in un’operazione poi confluita nella missione dell’Unione Africana.