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Kenya, terzo e ultimo giorno di lutto nazionale per Garissa: grande veglia a Nairobi

E’ il tempo del dolore e della rabbia, in Kenya. Che stenta a rialzare la testa dopo la strage nel campus universitario di Garissa dove 148 persone

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Kenya, terzo e ultimo giorno di lutto nazionale per Garissa: grande veglia a Nairobi

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E’ il tempo del dolore e della rabbia, in Kenya. Che stenta a rialzare la testa dopo la strage nel campus universitario di Garissa dove 148 persone sono morte per mano dei terroristi di Al Shabab. La gente manifesta per chiedere un risarcimento statale per le famiglie delle vittime. E non si placa la polemica sulla scarsa sicurezza.
“Sono morti. Ed era prevedibile- dice Boniface Mwangi, attivista per i diritti umani- Tutti in Kenya diciamo che è stata la corruzione ad ucciderli. Se non ci fosse stata corruzione in questo Paese tutto si sarebbe potuto prevenire”.
Nel terzo e ultimo giorno di lutto nazionale, una grande veglia si è tenuta a Nairobi. Candele, fiori e le foto di chi non c‘è più.
Intanto continua la caccia ai responsabili. La polizia kenyana ha arrestato un sesto sospetto connesso al massacro del 2 aprile. Le persone ritenute coinvolte finora fermate sono 5 kenyani e un uomo originario della Tanzania. La polizia ha chiesto a un tribunale di Nairobi di prolungare di 30 giorni il loro fermo per terminare l’inchiesta e definire i capi di imputazione di cui saranno accusati.

Intanto per la prima volta dopo il massacro, le autorità kenyane hanno permesso alle telecamere di una tv locale di entrare nell’Università di Garissa.