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Dopo due anni di lavori al Cern, riparte l'acceleratore che riproduce il "Big bang"

Nel sottosuolo di Ginevra si è riaccesa la macchina del big bang: il large hadron collider, l’acceleratore di particelle che riproducendo fenomeni

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Dopo due anni di lavori al Cern, riparte l'acceleratore che riproduce il "Big bang"

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Nel sottosuolo di Ginevra si è riaccesa la macchina del big bang: il large hadron collider, l’acceleratore di particelle che riproducendo fenomeni fisici altrimenti impossibili da sperimentare, fornisce agli scienziati elementi per studiare l’origine dell’universo. Come la scoperta, nel 2012, del bosone di Higgs, soprannominato la particella di Dio.

“Senza il campo di Higgs non ci sarebbero gli atomi, non ci sarebbero nuclei né molecole, che sono i mattoni della materia; e allora non ci sarebbero le stelle, le galassie, il sistema solare, non ci sarebbe la Terra e quindi, non ci sarebbe vita sulla Terra”.

Il collider è stato sottoposto a due anni di manutenzione. Gli scienziati del Cern dicono che ora tutto è pronto per esperimenti con potenze mai raggiunte prima. Le particelle vengono fatte passare su acceleratori lineari prima di essere lanciate nell’anello di 27 chilometri dove raggiungono una velocità vicina a quella della luce.