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Emergenza umanitaria nell'est ucraino

Il cessate il fuoco in Ucraina regge, se pur con qualche violazione di cui le due parti respingono la responsabilità. E il presidente ucraino Petro

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Emergenza umanitaria nell'est ucraino

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Il cessate il fuoco in Ucraina regge, se pur con qualche violazione di cui le due parti respingono la responsabilità. E il presidente ucraino Petro Poroshenko ispeziona le nuove forniture di armi all’esercito, mostrandosi combattivo nel caso in cui la tregua con i ribelli filo-russi non dovesse durare.
“Vogliamo dimostrare che nonostante la tregua, nonostante le forze armate ucraine, su mio ordine, rispettino scrupolosamente il cessate il fuoco, se ci fosse una rottura, abbiamo la capacità di rispondere adeguatamente” ha detto il presidente.
La Croce Rossa Internazionale ha distribuito aiuti umanitari alla popolazione della città di Vuhlehirsk e dei villaggi limitrofi controllati dai separatisti.
“I prezzi sono così alti, non possiamo comprare niente – dice un’abitante -. Non m’interessa avere l’aiuto umanitario. M’interessa avere la pace. Vorrei che tutto tornasse com’era prima. Con la gente che lavora e che riscuote lo stipendio. Stavamo bene senza aiuti umanitari e senza guerra”.
Secondo l’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa, molti villaggi dell’est ucraino non hanno elettricità né acqua corrente, mentre scuole e servizi sanitari non funzionano.