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Brasile, ancora proteste nelle favelas. i manifestanti chiedono la fine della violenza

Continuano le proteste nella favela Alemao, a Rio de Janeiro. Qui giovedì scorso un bambino di 10 anni è stato ucciso da un colpo di pistola vagante

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Brasile, ancora proteste nelle favelas. i manifestanti chiedono la fine della violenza

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Continuano le proteste nella favela Alemao, a Rio de Janeiro. Qui giovedì scorso un bambino di 10 anni è stato ucciso da un colpo di pistola vagante sparato dalla polizia durante uno scontro con un gruppo di narcotrafficanti. L’uccisione del piccolo ha scatenato una reazione violenta da parte dei residenti della favela culminata con scontri in cui sono morte 4 persone. Sabato i manifestanti hanno scelto la via della pace con una marcia con cartelli bianchi per chiedere la fine delle violenze e il ritiro della polizia dalle favelas.
“Non può essere che un bambino di dieci anni sia colpito alla testa e che sua madre sia costretta a vedere materia encefalica nel salotto mentre guarda la tv… e che la società non si ribelli”, grida un manifestante indignato. Il direttore di amnesty International in Brasile, Atila Roque, spiega che è il sistema ad essere sbagliato: “E’ necessario rompere con il modello militare e con il modello selettivo della pubblica sicurezza che distingue le persone in cittadini e non cittadini: un sistema di sicurezza pubblica che criminalizza i gioveni neri dei sobborghi. Non siamo contro la polizia. La polizia a suo modo è vittima di questo modello di pubblica sicurezza”. Sul caso dell’uccisione del piccolo è stata aperta un’inchiesta. La presidente del Brasile, Dilma Rousseff, ha manifestato solidarietà ai genitori augurandosi che “le circostanze siano chiarite e i responsabili puniti”. I residenti della favela Alemao protestano da mesi: chiedono lo stop degli scontri tra narcos e forze dell’ordine, scontri che destabilizzano tutta la regione.