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GB: candidati premier al 2° confronto

Il secondo incontro televisivo pre-elezioni andato in onda nel Regno Unito giovedí sera ha visto affrontarsi in diretta i sette candidati a primo

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GB: candidati premier al 2° confronto

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Il secondo incontro televisivo pre-elezioni andato in onda nel Regno Unito giovedí sera ha visto affrontarsi in diretta i sette candidati a primo ministro. Senza colpi bassi e cadute di stile, certo, ma pure sempre di scontro si è tarttao su: immigrazione, sistema sanitario e tagli alla spesa.

David Cameron, primo ministro e leader conservatore: “Penso che se tornassimo al sistema fiscale e finanziario precedente non aiuteremmo i lavoratori, ma faremmo loro solo del male”.

Ed Miliband, leader laburista: “Non avete agito sui paradisi fiscali, sui fondi comuni di investimento. Ora a casa dovete domandarvi: perché David Cameron non se ne è occupato? Da lí vengono i soldi per il suo partito, ecco perchè”.

Un’accusa dietro l’altra, ma nessun candidato prevale sull’altro. Temi caldi l’immigrazione e gli accordi di Schengen, rei di impedire al paese il controllo sui confini.

Nigel farage, leader UKIP: “In Gran Bretagna, fin dalla seconda guerra mondiale, il nostro saldo migratorio è stato in media di circa 30mila persone l’anno. Ora è 300mila persone l’anno: 10 volte maggiore rispetto a quanto sopportato fino a oggi”.

David Cameron, primo ministro e leader conservatore: “Il problema con Nigel è che in definitiva agendo in questa maniera Nigel favorisce il partito laburista che intende aprire le porte all’mmigrazione cosa che questo paese non vuole”.

Ed Miliband, leader laburista: “David io mi chiedo in che mondo vivi”.

A cinque settimane dall’elezioni del 7 maggio, i sondaggi indicano che nessun partito otterrebbe la maggioranza assoluta e saranno necessarie le coalizioni. Gli ultimi dati rivelano un leggero vantaggio di Cameron, con il 37% di preferenze contro il 35% di Miliband.