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Nucleare: ultima giornata di negoziato sul programma dell'Iran

Il giorno in cui tutti i nodi dovranno venire al pettine. Oggi a Losanna, fino alla mezzanotte, le ultime ore utili a raggiungere un accordo sul

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Nucleare: ultima giornata di negoziato sul programma dell'Iran

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Il giorno in cui tutti i nodi dovranno venire al pettine. Oggi a Losanna, fino alla mezzanotte, le ultime ore utili a raggiungere un accordo sul programma nucleare iraniano. Se entro questo martedì 31 marzo l’accordo quadro non dovesse essere siglato gli Stati Uniti infatti si ritirerebbero dai negoziati.

Al tavolo dei negoziati, in corso da 18 mesi nel quadro dell’attuale trattativa, ma da oltre 10 anni se si considera il contesto generale, siedono la delegazione iraniana guidata dal Ministro degli Esteri Javad Zarif, il cosiddetto gruppo dei “5+1” (composto da Stati Uniti, Russia, Cina, Regno Unito, Francia più la Germania), e la rappresentante della politica estera dell’Unione Europea Federica Mogherini.

“Il fatto d’arrivare ad un accordo sarà certo un grande successo della diplomazia” spiega ai nostri microfoni Ali Vaez, specialista di questioni iraniane. “Risolvere problemi tanto complicati, alcuni in discussione da oltre 12 anni altri da 18 mesi: è un grande progresso ma non significa il successo finale. L’accordo resta fragile e nei prossimi mesi ci saranno forti pressioni esterne. Bisognerà aggiungere i dettagli tecnici oltre all’agenda da rispettare. E sarà molto complicato”.

All’accordo quadro da sigillare entro il 31 marzo dovrà infatti seguire una lunga fase di negoziati sui dettagli dell’accordo. Fase per la quale ci sarà tempo fino alla fine di giugno.

Tra i punti su cui resta il disaccordo tra la Repubblica Islamica e gli interlocutori internazionali c‘è la durata delle ispezioni da condurre nei siti di produzione nucleare iraniani: Teheran non vuole che ecceda i 5 anni, gli Usa puntano ad almeno 10. Altro nodo, l’invio in Russia degli stock di uranio a basso livello d’arricchimento già detenuti da Teheran. Una garanzia che non venga ulteriormente arricchito per produrre l’atomica.

Su questo punto è circolata nelle ultime 24 ore una serie di informazioni contraddittorie (da interpretare probabilmente come parte integrante della trattativa). Il vice ministro degli esteri iraniano
Abbas Araqchi infatti aveva ieri smentito che Teheran fosse disposta a spedire in Russia i propri stock, secondo quanto riportato dal New York Times. Posizione che i rappresentatni della Repubblica Islamica hanno successivamente riveduto e corretto, per lo meno stando alle indicazione fornite da parte statunitense.