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Quote latte: in Italia stalle dimezzate e multe da pagare. Paolo De Castro: agricoltori unitevi per essere competitivi

Per l'ex ministro dell'agricoltura italiano, oggi eurodeputato, l'Italia paga la frammentazione dell'offerta, l'unico modo per imporsi è la creazione di strutture interprofessionali per far sentire l

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Quote latte: in Italia stalle dimezzate e multe da pagare. Paolo De Castro: agricoltori unitevi per essere competitivi

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E’ la fine di un’era. Il trentuno marzo, dopo oltre 30 anni, l’Europa ha detto addio alle quote latte, un sistema vincolante contro cui hanno hanno protestato per anni centinaia di agricoltori italiani rovesciando in strada il frutto del peccato, un eccesso di produzione di latte.

Point of view

Si sta sul mercato quando si riesce a vendere quel prodotto di qualità al giusto prezzo. L'Italia paga una forte frammentazione dell'offerta. I mercati richiedono una forte organizzazione commerciale

Il sistema delle quote è stato introdotto nel 1984 nell’Unione europea per sostenere il settore difronte ad una produzione troppo alta che aveva portato al crollo dei prezzi. A Bruxelles venne stabilito la quantità di latte che un paese europeo poteva produrre annualmente, un quantitativo che è stato poi ritoccato progressivamente dell’1% all’anno dal 2009 al 2013, per preparare il settore al mercato libero. E questo ha portato ad un aumento della produzione del 5% nel mercato europeo nel 2014.

Trent’anni dopo pero’ il bilancio in Italia è disastroso, il numero dei produttori si è ridotto ad un quinto, si è passati da 180.000 aziende agricole a 36.000, l’Italia importa quasi la metà del suo fabbisogno di latte e deve pagare all’Unione europea ancora oltre un miliardo e trecentomila euro di multe arretrate, dovute all’eccesso di produzione.
Cosa succederà dal primo aprile con il passaggio al mercato libero?

Lo abbiamo chiesto a Paolo De Castro, eurodeputato Pd nella Commissione agricoltura del Parlamento europeo, già ministro dell’Agricoltura nei governi D’Alema (1998- 2000) e Prodi (2006-2008) e già presidente della Commissione Agricoltura nella scorsa legislatura.
De Castro, già dalla metà degli anni ’90, fu uno dei primi a negoziare con alcuni agricoltori dei Cobas per convincerli a pagare le multe europee.

Margherita Sforza, euronews:
“Nel mercato libero le aziende italiane riusciranno ad essere competitive rispetto ad aziende tedesche piu’ grandi o rispetto a quelle polacche che riescono a produrre latte a prezzi inferiori?”

Paolo De Castro, eurodeputato Pd:
“Il sistema delle quote latte non ha difeso in maniera efficiente il sistema delle piccole e medie imprese italiane, considerando la chiusura di moltissime pmi in Italia, ma anche in altri paesi europei.
Rispetto alle aziende tedesche che producono a costi piu’ bassi, l’Italia compete in due modi. Primo trasformando il 70-80% del latte italiano in formaggi, parmigiano reggiano, grana, gorgonzola, asiago, tutti i grandi formaggi italiani. Questa è una particolarità del mercato italiano e cosi’ i produttori italiani riescono a spuntare un prezzo del latte piu’ alto di quello di altri produttori europei.

Secondo, quando si tratta del latte fresco, l’Italia deve puntare sul latte di alta qualità, latte molto differenziato legato ad un’origine particolare, bisogna puntare sull’italianità. Piu’ difficile la battaglia sul latte a lunga conservazione ampiamente importato perché prodotto a costi piu’ bassi.”

Margherita Sforza, euronews:
“Cosa penalizza l’Italia malgrado un latte di qualità?”

Paolo De Castro, eurodeputato Pd:
“Si sta sul mercato, non solo quando si produce un prodotto di qualità ma quando si riesce a vendere quel prodotto di qualità al giusto prezzo. E per questo i mercati richiedono una forte organizzazione commerciale. In questi ultimi anni l’Italia paga il prezzo di una frammentazione dell’offerta e di una scarsa vocazione alla gestione collettiva del mercato. Dal nord al sud dell’Italia questo problema si acuisce. In Trentino tante piccolissime aziende sono diventate colossi dell’esportazioni, perché si sono messe insieme”.

Margherita Sforza, euronews:
“Secondo il rapporto di Coldiretti, in trent’anni di quote latte, il prezzo pagato agli allevatori italiani è aumentato di 10 centesimi, mentre il costo pagato dai consumatori è aumentato di 1.1 euro al litro. Il mercato libero potrebbe determinare un calo dei prezzi del latte. Ma il consumatore potrà veramente trarne vantaggio?”

Paolo De Castro, eurodeputato Pd:
“La differenza tra il prezzo alla produzione e il prezzo al consumo è uno dei grandi problemi dell’agricoltura italiana. Il latte subisce questo fenomeno, ma in misura minore dell’ortofrutta dove il differenziale è enorme.
Per difendersi da questo ricarico che fanno altri soggetti all’interno della filiera, l’unica arma è organizzarsi all’interno del settore.
I tedeschi sono piu’ forti di noi, non solo perché hanno strutture piu’ solide dal punto di vista agricolo, ma anche perché sono piu’ organizzati: gestiscono in modo collettivo l’offerta e riescono ad essere piu’ competitivi.

Gli effetti della riduzione del prezzo del latte sui banconi del supermercato si vedranno progressivamente nel tempo, un po’ come avviene per il calo del petrolio e il prezzo alla pompa di benzina.

Margherita Sforza, euronews:
“L’Italia è sotto una procedura di infrazione europea per aver pagato le multe al posto dei suoi agricoltori. Ed ora l’Europa impone il recupero di un altro miliardo e trecentomila euro di sanzioni dovute dagli agricoltori italiani. Come gestire il recupero di questi fondi in questa situazione di crisi? C‘è stato qualche agricoltore che si è tolto la vita ricevendo una mega bolletta…”

Paolo de Castro, eurodeputato Pd:
“Il problema è all’inizio dall’84 non sono state applicate le regole comunitarie. Noi con il governo Prodi abbiamo chiesto che gli agricoltori pagassero le multe per non farne carico al resto degli italiani. Avevamo avviato una procedura di rateizzazione, poi il sistema venne sospeso, perché venne avviata un’indagine che creo’ ulteriori punti interrogativi.

La maggior parte degli allevatori tuttavia hanno pagato a caro prezzo il fatto di mettersi in regola, vendendo parte delle proprietà per poter pagare le multe. Non bisogna focalizzarsi su una minoranza di agricoltori che non si è adeguata, anche quando c’era la possibilità. Chi ha voluto evitare le regole deve pagare le multe, magari con qualche forma di rateizzazione”.

Margherita Sforza, euronews:
“Questo passaggio al libero mercato si inserisce in un periodo di crisi, in cui il settore caseario europeo è stato penalizzato dall’embardo russo sulle importazioni di latte e prodotti caseari. La commissione agricoltura del Parlamento Europeo sta lavorando ad un testo per una transizione piu’ soft, di cosa si tratta?”

Paolo De Castro, eurodeputato Pd:
“Un primo pacchetto latte è stato già approvato nella scorsa legislatura, quando ero presidente della commissione agricoltura del Parlamento. Ora stiamo lavorando ad una nuova serie di misure “un pacchetto latte bis” che spinga l’esecutivo europeo a dare agli allevatori piu’ strumenti di gestione
dell’offerta e piu’ strumenti di organizzazione del mercato. Il pacchetto “latte” incoraggia gli allevatori a mettersi insieme, a creare strutture interprofessionali che diano agli agricoltori una maggiore forza competitiva sul mercato”.