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"Non avevamo scelta": nuovi raid sauditi nello Yemen, le spiegazioni dell'ambasciatore

La contraerea è entrata in azione a Sanaa, la capitale dello Yemen, colpita per la quarta notte consecutiva dagli aerei della coalizione a guida

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"Non avevamo scelta": nuovi raid sauditi nello Yemen, le spiegazioni dell'ambasciatore

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La contraerea è entrata in azione a Sanaa, la capitale dello Yemen, colpita per la quarta notte consecutiva dagli aerei della coalizione a guida saudita e con l’appoggio logistico degli Stati Uniti.
L’offensiva si è concentrata questa volta su un quartiere non lontano dalle residenze diplomatiche.
In precedenza era stata colpita la zona dell’aeroporto, nel tentativo di rallentare l’afflusso dei rinforzi verso Sud, dove gli Houthi, i ribelli sciiti che hanno da tempo preso il controllo della capitale, avanzano verso Aden.

L’ambasciatore saudita negli Stati Uniti giustifica l’operazione:

“Non avevamo scelta. Abbiamo fatto ogni tentativo per evitarlo. Gli yemeniti hanno fatto il possibile per evitarlo. Sono stati fatti degli accordi, ben 67 accordi sono stati sottoscritti con gli Houthi, e loro li hanno violati. Hanno continuato a prendere il controllo del Paese, e quando stavano per prendere Aden con il Presidente abbiamo dovuto entrare in scena”.

Nonostante i bombardamenti, gli Houthi continuano ad avanzare: ieri hanno ripreso il controllo dell’aeroporto di Aden, e si sono registrati i primi scontri nei quartieri centrali della città meridionale. I sauditi hanno detto che incrementeranno i raid, finché il presidente deposto non sarà in grado di riprendere le redini del Paese.