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Nigeria. Proteste e denunce brogli nel Sud del Paese


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Nigeria. Proteste e denunce brogli nel Sud del Paese

Mentre s’avvia a conclusione il conteggio delle schede dopo il secondo giorno di voto, nel Sud della Nigeria si sono moltiplicate ieri le manifestazioni per denunciare frodi elettorali e chiedere l’annullamento delle presidenziali e delle legislative.

Una situazione che, dopo le violenze di sabato e la calma relativa di ieri, ripropone lo spettro del caos post-elettorale vissuto nel 2011.

Il Presidente uscente Goodluck Johnathan del People’s Democratic Party, e lo sfidante Muhammadu Buhari dell’All Progressive Congress si erano impegnati al rispetto del voto se non ci fossero stati brogli.

Ad Abuja, il Professor Attahiro Jega, Presidente della Commissione Elettorale Nazionale Indipendente:

“Siamo preoccupati per quel che sta accadendo nello Stato di Rivers” ha detto. “Ci sono molti casi di sospette irregolarità. Rivolgiamo ovviamente la massima attenzione all’indagine di questi casi”.

Lo Stato di Rivers, dove è concentrato il grosso della produzione petrolifera della Nigeria, è uno Stato chiave per il voto, uno dei più popolosi del Paese che ha quasi 70 milioni di elettori.

Per vincere le presidenziali uno dei 14 candidati ufficiali deve ottenere almeno il 25% delle preferenze nei 2/3 dei 36 Stati della Federazione.

Ogni storia può essere raccontata in molti modi: osserva le diverse prospettive dei giornalisti di Euronews nelle altre lingue.

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