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Elezioni in Nigeria, parla l'esperto di studi strategici Mohammed Benhammou

La Nigeria affronta le elezioni politiche e presidenziali in un clima delicatissimo. L’appuntamento era inizialmente previsto per il 14 febbraio, ma

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Elezioni in Nigeria, parla l'esperto di studi strategici Mohammed Benhammou

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La Nigeria affronta le elezioni politiche e presidenziali in un clima delicatissimo. L’appuntamento era inizialmente previsto per il 14 febbraio, ma le violenze di Boko Haram hanno costretto a rinviare.
Il presidente Goodluck Jonathan ha invitato i cittadini a recarsi alle urne.

“Gli occhi di tutto il mondo sono puntati su di noi. Dobbiamo esserne tutti consapevoli: leader politici, oppositori, membri dei partiti, elettori”.

Il presidente uscente e il suo sfidante, Muhammadu Buhar hanno firmato un accordo di pace e promesso di rispettare l’esito del voto.
La preoccupazione prioritaria è la sicurezza. Oltre al timore per le tensioni fra sostenitori dei due campi, rimane il rischio di attentati da parte di Boko Haram.

EuroNews ha parlato con il presidente della Federazione africana di studi strategici (Faes), Mohammed Benhammou.

Dopo essere state rimandate, le elezioni si svolgono finalmente oggi. Ma sotto la minaccia di sabotaggio di Boko Haram.
“Non credo che Boko Haram possa sabotare il voto. Certo, sono riusciti a ostacolarlo nel Nord della Nigeria, ma non credo che riusciranno a impedirlo. Esiste una questione sicurezza in queste elezioni. Boko Haram potrebbe mettere in atto azioni terroristiche per impedire agli elettori di votare e questo specialmente nel Nord. Ma non si avrebbero comunque ripercussioni nello svolgimento generale delle elezioni”.

Le autorità nigeriane sono in grado di difendere le il voto?
“Le autorità nigeriane hanno messo in campo misure eccezionali, per esempio chiudendo le frontiere terrestri e marittime. Hanno impedito la circolazione ai veicoli, tranne quelli ufficiali, e circondato le roccaforti di Boko Haram”.

Le persone fuggite di casa a causa di Boko Haram potranno votare?
“Il numero degli sfollati è molto alto, sono circa un milione e mezzo di persone. La Commissione elettorale sta facendo tutti gli sforzi necessari per risolvere questo problema. Ma io credo che sarà molto difficile e di conseguenta queste elezioni potrebbero essere accusate di irregolarità. Il che potrebbe avere ricadute sull’esito. Anche perché dopo il voto tornerà la violenza. Nelle elezioni del 2011 sono state uccise mille persone”.

Il presidente uscente Goodluck Jonathan è favorito?
“Non si può dire che sia favorito. I sondaggi di metà febbraio non erano a suo favore perché ha fallito sul piano della sicurezza, nella lotta a Boko Haram e anche su altre questioni”.